POZZUOLI – La crisi, causata dalla diffusione del coronavirus, ha indebolito l’imprenditoria locale. La pandemia ha completamente messo all’angolo la ristorazione e il commercio al dettaglio. Dall’inizio del lockdown sono andati in fumo milioni e milioni di euro. La crescita economica ha subìto, infatti, un grosso rallentamento ma con l’avvio della fase 2 i titolari di bar, ristoranti, pizzerie e pub provano a ripartire. O almeno a riorganizzarsi in vista di una tanto agognata normalità.

Nicola Scamardella

IL RISTORANTE – Tra gli imprenditori di Pozzuoli c’è chi ha deciso di aspettare perché aprire i battenti in questo momento non sarebbe stata una scelta conveniente per la propria attività. Le porte del ristorante White Chill Out di via Matteotti sono infatti chiuse. «La nostra struttura presenta dei costi alti e con l’asporto avremmo fatto davvero poco – afferma Nicola Scamardella, proprietario del locale – . Speriamo che la data del primo giugno venga anticipata e che soprattutto non ci siano ulteriori chiusure perché sarebbero molte, in questo caso, le attività ad andare in seria difficoltà». «I servizi di delivery e di asporto partiranno quando riapriremo il ristorante al pubblico – continua Scamardella -. Ci stiamo già organizzando per consentire il distanziamento sociale nelle sale e garantire la sicurezza alla clientela». White Chill Out è un ristorante di Pozzuoli che, dalla sua recente nascita, ha saputo affermarsi immediatamente sul territorio per il calore della sua accoglienza cordiale e familiare e per i prezzi equilibrati che non penalizzano la qualità dei prodotti utilizzati, scelti ogni giorno con cura. A questo si unisce la sua posizione, a pochi passi dal lungomare di Pozzuoli.

Massimo Avallone

LA PIZZERIA – A riprendere la sua attività è il Cuba Libre Cafè-Rione Terra Pub Pizzeria. Un locale che sorge a due passi dall’antica rocca di Pozzuoli, dalla Villa Avellino e dal centro storico. «Stiamo lavoricchiando, ma si va avanti con difficoltà. Con l’asporto non riusciamo a coprire tutte le spese. Abbiamo deciso di ripartire per non restare fermi e per accontentare la nostra affezionata clientela. Speriamo che lo Stato ci tenda una mano; la situazione non è affatto facile da gestire. Gli enti preposti dovrebbero dimezzare tasse e bollette per consentire a noi imprenditori di tirare su un sospiro di sollievo».

Pippo Tortorelli

IL PUB – Ad attendere il via libera dal governo sono anche tutti i clienti affezionati del noto pub “Rose & Crown”, ubicato su Corso Umberto I. «Abbiamo deciso di non aprire perché il servizio di delivery e di asporto avrebbe avuto dei costi di non poco conto, senza apportare benefici alla nostra attività – racconta Pippo Tortorelli – . Al momento stiamo aspettando le direttive da parte del Governo per conoscere le misure da adottare quando dovremo riaprire al pubblico. Si è tanto discusso, ad esempio, delle barriere di plexiglass per dividere i clienti ai tavoli. Credo sia giusto garantire sicurezza ai cittadini, senza però generare ulteriore caos. Far sedere marito e moglie ad un tavolo con una barriera di plexiglass che li divide è, a mio parere, assurdo». Il “Rose & Crown” è un locale storico che da 26 anni allieta le serate di giovani e adulti. Le sue porte aprirono per la prima volta il 24 gennaio del 1994.

Salvio D’Angelo

LA PASTICCERIA – A Monterusciello la pasticceria-caffetteria D’Angelo “scalda i motori”. «Abbiamo ripreso martedì mattina, ma solo con il servizio d’asporto. Tutto è cambiato, lavorare in questo modo è davvero assurdo – racconta Salvio D’Angelo – Abbiamo ridotto il personale e posizionato dei tavolini all’ingresso del locale: i clienti ci contattano telefonicamente e poi vengono a ritirare la merce. Il nostro è un tentativo per vedere se riusciamo a far fronte alle spese. Speriamo che quanto prima si esca da questo tunnel». Sin dal 1985 la pasticceria D’Angelo rappresenta per l’intera città di Pozzuoli un punto di riferimento per la golosità.