Carmine Ruggiero

POZZUOLI – A distanza di due anni dal tragico incidente stradale, che costò la vita a Carmine Ruggiero, 19enne di Pozzuoli, è arrivata la sentenza tanto attesa dalla famiglia della vittima. Il conducente dell’auto è stato condannato a tre anni di reclusione, al termine del processo con rito abbreviato. A stabilirlo il Gup presso il Tribunale di Napoli, De Ruggiero, che ha anche riconosciuto all’imputato M.E. le attenuanti e la diminuzione di pena per il rito. L’uomo è stato ritenuto responsabile di omicidio stradale aggravato dal superamento dei limiti di velocità e dallo stato di ebbrezza. Era il 10 marzo del 2019 quando Carmine fu travolto da un’auto in corsa. Il giovane era in sella al suo scooter e si trovava in via Agnano Astroni. Il ragazzo stava attraversando la carreggiata, all’altezza di un distributore di benzina, quando il suo motorino fu colpito da una Bmw che viaggiava in direzione opposta. Le ferite, riportate nell’impatto da Carmine, risultarono troppo gravi. Il centauro, che di lì a poco avrebbe compiuto 20 anni, fu strappato alla vita e all’affetto della sua famiglia. «Preferisco non commentare la sentenza; nulla può ormai alleviare il nostro dolore – dichiara mamma Irene -. Carmine era un ragazzo speciale: i suoi amici sono sempre al nostro fianco, non ci hanno mai lasciati soli in questa tragedia».

LA SENTENZA – Con la sentenza, depositata lo scorso 16 febbraio, è stato accertato che l’automobilista percorreva ad una velocità di 117 chilometri orari l’arteria di via Agnano Astroni, dove vige un limite di velocità segnalato pari a 30 km/h. Dagli accertamenti effettuati il conducente è risultato inoltre in stato di ebbrezza alcolica. «In particolare – scrive il giudice – il rispetto del limite di velocità avrebbe consentito all’imputato di avvedersi del motociclo e frenare, evitando la collisione». L’avvocato Salvatore Ciano, difensore delle parti civili Antonio Ruggiero e Irene Campanile, genitori di Carmine, sottolinea la fondamentale importanza di tale passaggio della sentenza alla luce dei tentativi posti in essere per addossare tutta la responsabilità del sinistro alla giovane vittima. Un ragazzo che nessuna condanna riuscirà mai a riportare in vita. Due anni fa la sua morte ha ‘condannato’ papà Antonio e mamma Irene a un ‘ergastolo’ del dolore.