Raffaele Postiglione

POZZUOLI – In vista delle elezioni amministrative del prossimo 12 giugno abbiamo intervistato i candidati a sindaco di Pozzuoli per conoscere meglio i rispettivi progetti per la città, analizzare le proposte di punta del programma elettorale e raccogliere i loro appelli al voto.
La nostra rubrica “Pozzuoli 5×5” termina con Raffaele Postiglione, sostenuto dalla coalizione “Possiamo!” formata da Pozzuoli Ora, Potere al Popolo e Pozzuoli in Comune.

Perché ha scelto di candidarsi come sindaco di Pozzuoli? «In questi anni abbiamo lavorato sodo. Abbiamo animato il dibattito in città praticando la partecipazione, sostenuto vertenze, avanzato proposte. Abbiamo portato avanti il ruolo di opposizione assegnatoci dalla città con coerenza e determinazione, dando sempre l’alternativa reale al modo di gestire la città di questi ultimi dieci anni. Lo abbiamo fatto dentro e fuori le istituzioni, costruendo una rete di movimenti, associazioni e attivisti che hanno voluto racchiudere tutte le proprie idee, proposte e voglia di cambiare nel progetto della coalizione che sostiene la mia candidatura formata da Pozzuoli Ora, Pozzuoli in Comune e da Potere al Popolo.»

Quali sono i punti principali del suo programma elettorale? «La coalizione si basa su pilastri che sono sostenibilità ambientale, cultura, lotta al lavoro nero, periferie, beni comuni e questione di genere. Questi sono declinati nel nostro articolato programma con proposte concrete con l’obiettivo di creare occasioni diffuse e una città dove sia viva la discussione pubblica rispetto alle grandi scelte che riguardano la nostra comunità. Ci sono delle priorità assolute per il nostro territorio. Le tensioni ambientali presenti sul nostro territorio, dalle aree da bonificare ai canali e al sistema fognario. La necessità di percorrere la strada della sostenibilità con la creazione delle comunità energetiche. Le condizioni degli alloggi di Monterusciello, dove vivono circa 30mila persone, per i quali non è più rinviabile un serio piano di recupero. Bisogna partire da un dettagliato studio delle condizioni di precarietà. Altro grande tema è quello degli sbocchi occupazionali sui quali non c’è stata alcuna incidenza dell’incredibile quantità di denaro pubblico investito in città. Abbiamo lo scopo di creare lavoro stabile e con pieni diritti. Possiamo affidare i beni archeologici e paesaggistici a cooperative di giovani,  attivare il patrimonio pubblico attraverso l’innovazione, puntare sulle produzioni locali per avere occupazione nel settore della trasformazione e promozione, costruire le condizioni per fare della nostra terra la meta di un turismo esperienziale e non di massa.»

Quali sono le sue proposte per il rilancio del turismo e del commercio? «Per quanto riguarda il turismo non si tratta di un rilancio. Siamo al palo su quel versante come sistema città. Le presenze che registriamo sono legate a qualche iniziativa isolata che rappresenta un’eccellenza. Abbiamo assoluto bisogno di un piano organico di promozione del territorio e di organizzazione dello stesso. Questo va fatto con il ruolo attivo delle categorie interessate, dai lavoratori agli operatori e alle istituzioni culturali. È necessario ragionare come Campi Flegrei rendendo stabile ed istituzionale il rapporto tra i quattro comuni flegrei, il Parco Archeologico e il Parco Regionale. A questi va aggiunta la Regione: non possiamo accogliere senza un sistema di trasporto adeguato. Solo in questo modo potremo valorizzare al massimo tutti i numerosi attrattori presenti sul nostro territorio. Relativamente al commercio in primis bisogna passare dalla repressione al prevenzione e al dialogo attraverso l’istituzione di una consulta per il commercio. Se parliamo di centro storico, puntiamo su una programmazione artistico-culturale che duri tutto l’anno e a ragionare come un unicum, un centro commerciale naturale. Anche questo settore ha bisogno, come il resto del sistema città, di un piano di mobilità che punti sulla sostenibilità.»

Periferie, qual è la sua ‘ricetta’ per valorizzarle? «Monterusciello, con circa 30mila abitanti, è certamente il caso più emblematico di come la progettazione e la realizzazione, nonché la gestione dello sviluppo delle nostre periferie, siano stati del tutto fallimentari. “Si sono fatte le case, ma non si è fatta la città”. Non solo Monterusciello, ma anche Toiano, Agnano e Licola. Si tratta di quartieri caratterizzati principalmente dalla finalità residenziale con la mancanza di tutte le altre funzioni che fanno una città, considerata come spazio di vita collettivo. Investire risorse per creare opportunità e dare vita ad contesto cittadino policentrico, tendendo alla città dei 15 minuti, è una nostra priorità per garantire equità e vivibilità. In linea con l’iniziativa assunta in questi anni e con quanto proposto in sede di Consiglio Comunale, puntiamo di partire da una nuova vera scuola, spazio aperto sul quartiere, per Licola Mare. Alla creazione delle condizioni di vivibilità nei diversi quartieri va affiancato un progetto per la connessione di queste aree, tra queste e da e per il centro, puntando su una mobilità collettiva e sostenibile.»

Perché gli elettori dovrebbero barrare il suo nome sulla scheda elettorale? «In questi anni siamo stati sempre presenti in città. Non ci siamo mai nascosti mostrando in maniera chiara le nostre posizioni. Io sarò stato la parte più visibile, ma il lavoro è quello di una squadra. Dunque i nostri concittadini non dovranno barrare solo il mio nome, ma votare anche per le liste che mi sostengono. Tra le fila di Pozzuoli ORA, Pozzuoli in Comune e Potere al Popolo, ci sono tantissime persone che nel loro quotidiano si impegnano da tempo per il bene comune. Donne, uomini, lavoratori, professionisti, studenti, giovanissimi e meno giovani che hanno fatto una scelta di coerenza e di continuità, mettendo a disposizione di un collettivo le proprie competenze e la propria determinazione. Donne e uomini con tanto, davvero tanto da raccontare. Meritano il voto dei puteolani. Una squadra di cui vado davvero fiero.»