Antonio Caso

POZZUOLI – In vista delle elezioni amministrative del prossimo 12 giugno abbiamo intervistato i candidati a sindaco di Pozzuoli per conoscere meglio i rispettivi progetti per la città, analizzare le proposte di punta del programma elettorale e raccogliere i loro appelli al voto.
Continuiamo la nostra rubrica Pozzuoli 5×5 con Antonio Caso, candidato sindaco del Movimento 5 Stelle.

Perché ha scelto di candidarsi come sindaco di Pozzuoli? «Così come nei Comuni di Napoli, Giugliano, Pomigliano, Volla e altri, anche a Pozzuoli abbiamo provato a portare avanti un’alleanza con il PD e altre forze, in linea con la direzione nazionale. Le recenti vicende giudiziarie che però hanno coinvolto il nostro Comune ed esponenti del PD ci hanno portato alla decisione – di comune accordo con il nostro presidente Conte ed il gruppo locale – di lasciare la coalizione e correre da soli con me come candidato sindaco, così come accaduto 5 anni fa.»

Quali sono i punti principali del suo programma elettorale? «I punti principali del programma sono quelli che hanno caratterizzato la nostra azione negli ultimi cinque anni: mare libero, barriere illegittime e inquinamento. E poi ancora il progetto di “ridisegnare” la linea di costa, rimettendo a bando le concessioni ma soprattutto ampliando le spiagge libere e attrezzate almeno al 50% su tratti omogenei. Un’altra priorità sarà mettere le periferie al centro, non solo agendo sul problema edilizio, ma anche facendole vivere. Con lo spingere su un nuovo modello di mobilità alternativa, progettandola con gli giusti strumenti (PUMS). Continuando il lavoro sugli ex-LSU, ora finalmente lavoratori dipendenti grazie al nostro lavoro. Ora bisogna portarli al full time. Tante altre le battaglie e proposte portate avanti in questi 5 anni e che continueremo ad avanzare.»

Quali sono le sue proposte per il rilancio del turismo e del commercio? «Partiamo dalla base che il turista è un cittadino momentaneo. Questo significa che se i cittadini non hanno una città vivibile con i giusti servizi, di sicuro non può averli il turista. È quindi indubbio che per un serio sviluppo turistico del nostro territorio, inteso come interi Campi Flegrei, è necessario innanzitutto colmare diverse lacune. Il problema più sentito è quello legato alla mobilità e l’impossibilità di muoversi realmente sul territorio senza una propria auto. È necessario quindi agire innanzitutto su nuovi modelli di mobilità. Sul nostro territorio insistono competenze di diversi Enti e pertanto si rende necessaria una strettissima collaborazione inter-istituzionale per creare visione e piano d’azione comuni in modo da far diventare i nostri siti dei luoghi da vivere, tanto per i turisti quanto per i cittadini. È necessario intervenire sulla valorizzazione dei “beni minori” rientranti nelle competenze comunali, come ad esempio lo Stadio Antonino Pio. Intendiamo far nascere a tal fine una Fondazione Culturale che si occupi della loro gestione, valorizzazione e promozione e che curi anche l’attività di marketing territoriale. Un istituto che possa coinvolgere il Comune, gli altri Enti, le associazioni locali, gli imprenditori, le realtà culturali e i cittadini, con l’obiettivo di promuovere la collaborazione, elevare l’attrattività dei luoghi con iniziative culturali di alto livello. Ovviamente la cultura non deve più essere in secondo piano, ma deve essere protagonista. E ciò non può prescindere dalla presenza di teatri e cinema, tanto in centro, quanto nelle periferie. È necessario inoltre creare eventi ed appuntamenti periodici, che diventino parte integrante del brand Pozzuoli e Campi Flegrei. Iniziative che spazino dalla musica alla enogastronomia. Bisogna investire nel marketing territoriale, prevedendo le giuste quote in bilancio ed affidandosi ad esperti del settore. Dobbiamo “approfittare” della nostra vicinanza con Napoli, attingendo al suo enorme bacino turistico e studentesco con operazioni di marketing innovativo sul territorio partenopeo. Ed in tale ottica vogliamo lavorare con gli Enti competenti affinché vi sia un prolungamento orario delle corse della linea cumana e metropolitana nel weekend.»

Periferie, qual è la sua ‘ricetta’ per valorizzarle? «Il mantra del nostro programma sarà “le periferie al centro” per dotare la città degli strumenti adeguati ad affrontare la sfida dello sviluppo globale, perché tutti devono avere pari opportunità di vivere in un luogo decoroso, dignitoso, dove ci si sente parte di una comunità, dove non si è costretti a spostarsi in auto per andare al centro, per fare una passeggiata, al cinema o per assistere ad uno spettacolo e dunque socializzare. Mai più quartieri dormitori. È necessario creare spazi di aggregazione per ogni fascia di età. A partire dai bambini con spazi verdi, attrezzati con giostrine. Allo stesso modo creare aule studio/biblioteche, come quella presente nel centro storico che raccoglie centinaia di studenti in una vera e propria comunità. Operazioni tanto semplici, quanto rivoluzionarie. Per quanto riguarda l’importante problematica della “precarietà” delle strutture abitative e commerciali (alloggi “ERP” principalmente concentrati nel quartiere di Monterusciello), occorre sfruttare al massimo le opportunità offerte dai fondi del “Recovery Fund” per procedere agli adeguamenti strutturali e all’efficientamento energetico. Successivamente riteniamo necessario attuare una politica volta a trasformare, in parte, l’Edilizia Residenziale Popolare in Edilizia Residenziale Sociale (Social Housing).»

Perché gli elettori dovrebbero barrare il suo nome sulla scheda elettorale? «Chiedo a tutti di valutare il lavoro fatto in questi 5 anni da capogruppo del M5S in opposizione in Consiglio Comunale. Penso di aver dato prova di integrità, professionalità e serietà. Abbiamo portato avanti sia operazioni di controllo sull’operato della maggioranza, sia operazioni di proposta. Voglio anche ricordare che il M5S sarà uno dei pochi simboli presenti in questa tornata elettorale che rappresenta un partito di livello nazionale. Questo significa di poter contare su una filiera istituzionale. Abbiamo rappresentanti eletti in Città Metropolitana, in Regione, siamo la principale forza in Parlamento e abbiamo consiglieri in Europa.»