DOTTDIETOLOGIA – Sempre più di frequente mi capita di ascoltare storie di pazienti o conoscenti, i quali mi raccontano, e altri mi chiedono, di vere e proprie diete “miracolose”. Dalle più assurde, alle più dure: ho sentito di gente che per colazione doveva mangiare una porzione di carne, hamburger o addirittura gamberoni; chi iniziava la giornata con un bel piatto di pasta verso le 7 del mattino e poi solo proteine tutta la giornata. Ho sentito pazienti che avevano sostituito completamente tutti i pasti, per 10 giorni, solo con bevande proteiche o tisane; potrei stare qui per ore a raccontarvi di diete “miracolose”, ma la vera domanda che mi sono posto è: cosa spinge una persona a seguire percorsi del genere, e come sia possibile che ancora oggi professionisti del settore diano consigli del genere.

LE DOMANDE – La risposta alla prima domanda è facilmente intuibile: nella fase iniziale, il paziente è così stimolato, così entusiasta e pieno di energie, che qualsiasi percorso gli sembra sopportabile, e soprattutto ho notato che quasi tutti vanno alla ricerca della dieta “strana”, o particolare, come se la soluzione all’obesità non posso risiedere in cose semplici e di tutti i giorni. Anche la risposta alla seconda domanda è intuibile: è molto facile “approfittare” degli stimoli iniziali del paziente per fargli seguire un percorso dietetico innaturale e drastico, che per carità, avrà come risultato certo il dimagrimento, che sarà però solo un illusione temporanea, la verità è che il traguardo finale sarà uno e uno soltanto: il fallimento. Perché le motivazioni del primo giorno tendono a sfumare e a svanire con il tempo, così come la dieta. Ricordate, non è la quantità di chili persi nè tantomeno la velocità con cui si perdono che deve influenzare le nostre scelte dietetiche, ma sono la fattibilità, la semplicità e la naturalezza con le quali bisogna seguire la dieta che devono rappresentare la vera forza motrice. La verità è che una dieta drastica e dura di sicuro verrà abbandonata, un percorso alimentare efficace, piacevole e privo di qualsiasi obbligo ci consentirà di guarire dal sovrappeso, e non semplicemente dimagrire.

IL GIOCO – Chiudiamo con un divertente gioco mentale che dice molto: immaginate che avete terminato i primi 15 giorni di dieta, e la bilancia segna un dimagrimento di soli 1,5 chili: che sensazioni avete? Positive o negative? (datevi una risposta istintiva prima di leggere oltre). Immaginatevi adesso dopo un anno di dieta e la bilancia segna un dimagrimento di quasi 35/40 chili; che sensazioni avete invece ora?

NOTA BENE: tra il primo e il secondo caso non c’è alcuna differenza, ma spesso le sensazioni sono contrastanti, negative nel primo caso, perdere solo un chilo e mezzo dopo 15 giorni sembra poco, ma poi se ampliamo la prospettiva ad un dimagrimento di 35/40 chili in un anno ecco che riaffiora la positività; ma 1,5 chili in 15 giorni, sono 3 chili persi in un mese, ovvero 36 chili persi in una anno, cioè la stessa cosa. Ecco perché solo chi adotterà uno stile di vita duraturo riuscirà a vincere la battaglia, perché un percorso facile e piacevole lo si può seguire anche per un anno, uno drastico e stressante, nemmeno per la metà del tempo. A voi la scelta…