*a cura di Teresa Del Sole
LITORALE DOMITIO – Con il lockdown siamo stati tutti costretti a restare in casa e nel contempo abbiamo visto scenari di ogni tipo, attraverso i quali il messaggio primario è stato che la natura stava gradualmente riprendendosi gli spazi che l’uomo ha occupato prepotentemente. Nella fattispecie è emerso come il mare del litorale che, dal Fusaro attraversa la pineta di Cuma, per poi abbracciare le coste di Licola e Varcaturo, fino ad arrivare a Mondragone, sia stato in questo periodo più limpido che mai. Appena dopo il lockdown si è avuto, poi, il crudo impatto con la realtà che ormai da anni vigeva in questo territorio. Difatti è girata in maniera virale la notizia, con annessa foto di denuncia, dell’enorme macchia nera, che dal canale Agnena si è estesa fino al litorale domizio.

L’INDIGNAZIONE – Di seguito molte sono state le reazioni indignate e le proteste tra l’opinione pubblica, volte a denunciare questa situazione che ormai sembra essersi consolidata sul territorio, ma nel contempo, poche sono state le proposte risolutive per fronteggiare questo problema. Così, come da anni a questa parte ormai, il problema dei depuratori malfunzionanti e dell’annesso mare inquinato viene ad essere intricato nella rete costituita dallo scaricare responsabilità ad altri in maniera perpetua, senza trovare mai alcuna soluzione.

LA PROPOSTA – Una proposta risolutiva viene però avanzata dall’ingegnere Angelo Morlando, responsabile scientifico dell’Associazione Officina Volturno, il quale, in un servizio dell’edizione del 10/05/2020 del tgr Campania, denuncia la situazione degradante dei canali di bonifica presenti sul territorio e propone la fitodepurazione come superamento di questa situazione. Quest’ultima consiste in un sistema di trattamento biologico delle acque completamente naturale, semplice e a basso costo, sia di produzione che di manutenzione. In maniera pragmatica le acque di scarico, attraverso questo processo, vengono depurate dalle piante presenti all’interno dell’impianto. L’azione delle piante è di primaria importanza poiché nelle loro radici si sviluppano i microrganismi necessari all’interno di tutto il sistema. Tali microrganismi, assorbendo l’ossigeno emanato dalle specie vegetali, innescano i meccanismi chimici necessari alla depurazione dell’acqua, il tutto in un quadro che concerne la sostenibilità in ogni sua forma. La morale della favola è che l’inquinamento dei canali ed il conseguente inquinamento del mare potrebbe essere debellato attraverso un meccanismo che proviene dalla natura stessa, così da debellare una volta e per tutte lo scempio che i meccanismi artificiali di depurazione hanno causato nel territorio preso in considerazione.