POZZUOLI – Riceviamo e pubblichiamo la bella storia solidale che ha visto protagonisti docenti e studenti dell’istituto superiore Pitagora di Pozzuoli: «Vorrei segnalare l’iniziativa di due “Eroici” docenti dell’Istituto Superiore Pitagora di Pozzuoli che hanno intrapreso un viaggio No Stop, per portare concreti aiuti e prelevare quante più persone possibili dall’Ucraina. Due settimane fa circa, il professore Giordano Liguori chiedeva ad un collega: “Andrea, tu sì l’unico pazzo che può venire con me! Io ho un furgone. Lo carichiamo di roba, andiamo in Ucraina e torniamo con persone che non sanno come muoversi e non hanno più una casa”». 

LA MOBILITAZIONE – «Il professore Andrea Buonajuto ci pensa solo per qualche secondo e poi risponde: “Ci sto”. Ha la passione dei viaggi e l’estate scorsa è stato in Polonia, proprio al confine con Bielorussia ed Ucraina. Presa la decisione, per i successivi dieci giorni si mobilitano in tanti: dai colleghi di scuola che collaborano al progetto, agli amici che cercano agganci tra Polonia ed Ucraina. Si entra in contatto con organizzazioni polacche e con un prete di Leopoli, padre Vasilij, che tra le altre cose chiede dei giubbotti antiproiettile! Poi arriva l’incontro fondamentale: don Elio Santaniello della Parrocchia di Sant’Artema di Monterusciello a Pozzuoli. Elio (don) ha una marcia in più. É travolgente.

LA PARTENZA – «Nella sua frenetica attività mette in piedi una rete di persone che collaborano tra loro attorno ad un’idea. Ripete sempre un concetto: fare comunità. Ai due professori si aggiungono altre due persone, Angelo e Paolo, con un altro furgone. L’ultimo giorno viene fornito il numero di un prete ucraino che ci fa parlare con una coordinatrice della Caritas di Drohobyc nell’oblast di Leopoli. É il contatto decisivo! Hanno bisogno di aiuto, aiuto concreto! Consapevoli dei rischi, ognuno di loro ha le sue motivazioni per partire.

L’ARRIVO IN UCRAINA – Gli episodi ed i personaggi da raccontare sarebbero tantissimi: dall’alpino volontario italiano che abbraccia i professori appena varcato il confine ucraino, alla guardia doganale che ferma i furgoni con un mitra spianato ma che poi augura buona fortuna a tutti loro, raccomandando attenzione e prudenza. Alla fine, sono stati consegnati tantissimi aiuti umanitari, si è dato rifugio a 10 persone ed un gatto, 8 delle quali sono state ospitate da famiglie di Monterusciello. Stanchi i professori sono tornati a casa, felici della follia affrontata. Sostengono di aver anche riso tanto perché della morte e del dolore si può e si deve ridere. É il modo migliore per sconfiggerli. Complimenti!»