Protesta Rione Terra (2)
Gli operai del Rione Terra bloccano la circolazione

di Violetta Luongo
POZZUOLI –
«La nostra è una guerra tra poveri», urlano esasperati gli operai del Rione Terra che oggi, dalle prime ore del mattino, si sono dati appuntamento tra Corso della Repubblica e piazza Matteotti per protestare. Seduti o stesi a terra hanno paralizzato la città, mandando in tilt il traffico. Transenne bloccano le tre vie principali della città. Sul posto gli agenti del Commissariato locale. Ormai non si contano più le volte che i 100 operai sono scesi in strada per protestare, la loro è una lunga battaglia che ormai, ad intervalli, dura da anni.

ARRIVANO I SOLDI MA LA SITUAZIONE NON CAMBIA – Aspettavano da luglio che la Regione sbloccasse i 30 milioni stanziati, e ieri la firma del contratto è avvenuta una settimana prima del termine della procedura di mobilità. Ma per loro è stato breve festeggiamento, a mettere i bastoni tra le ruote il Consorzio Rione Terra, l’azienda Fiore-Pacifico che ha annunciato che il cantiere non sarebbe stato aperto se non fossero arrivati anche i soldi del lotto 8 bloccati dal patto di stabilità.  «Il Consorzio ci aveva promesso che dopo aver firmato il contratto relativo ai 30 milioni avrebbe subito riaperto il cantiere e ritirato i nostri licenziamenti – spiega Vincenzo Scudieri rappresentante Cgil – ieri il presidente ha firmato e ha ottenuto i tanto attesi soldi regionali, una volta avuti ci ha voltato di nuovo le spalle». Il 7 ottobre scadono i termini della procedura di mobilità e i 100 operai Fipa ed Igeca rischiano il licenziamento.

“E’ SOLO UN PRETESTO PER LICENZIARCI” – Dei 30 milioni l’azienda ha già ottenuto 4 milioni utili per far riprendere i lavori al Rione ed evitare che 100 famiglie vadano in mezzo ad una strada. «Chiediamo che i patti vengano rispettati, i soldi sono arrivati quindi la procedura di licenziamento va ritirata. Ricordarsi dopo due anni dei soldi di un lotto significa voler trovare un pretesto», aggiungono Angelo Schiano della Cisl e Emilio Lucci della Uil.

“IL SINDACO NON PUO’ RICORDARSI DI NOI SOLO DURANTE LE ELEZIONI”  – «Vogliamo, prima del 7 ottobre, una data con i dirigenti regionali che ci facciano capire cosa succede, come dobbiamo muoverci – concludono – questa situazione sta andando avanti da troppo tempo. Il sindaco ci aveva promesso di manifestare con noi se il cantiere non fosse stato aperto, e invece non c’è. Non può ricordarsi di noi solo durante le elezioni. Se saltiamo noi, salta anche lui come sindaco». Nel frattempo la protesta continua e la città è ferma con lunghi serpentoni di auto tra le vie puteolane, il gruppo dei manifestanti si è diviso, alcuni hanno paralizzato la zona del porto occupando piazza Boffa. Un blocco che durerà ad oltranza, anche in vista del Consiglio Comunale di oggi pomeriggio a Palazzo Migliaresi sul Rione Terra.

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