POZZUOLI – Si è aperta la prima udienza davanti al gup per i carabinieri della caserma Levante di Piacenza che hanno scelto il rito abbreviato. L’altra mattina l’inchiesta sui gravi fatti avvenuti nella città emiliana è arrivata davanti al giudice. In aula, tra i militari dell’Arma sotto accusa, anche l’appuntato di Pozzuoli, Giacomo Falanga, scortato dal carcere di Verbania. Insieme a lui l’ex comandante di stazione, il maresciallo Marco Orlando, e l’appuntato Daniele Spagnolo. Entrambi sono agli arresti domiciliari. Non erano presenti in aula, invece, Giuseppe Montella e Salvatore Cappellano. I due militari della caserma piacentina restano ristretti in carcere.

LE RICHIESTE DI COSTITUZIONE DI PARTE CIVILE – Undici le richieste di costituzione di parte civile presentate dagli avvocati. Si è aperta così l’udienza nel tribunale della città di Piacenza, a cui hanno partecipato il procuratore Grazia Pradella e i pm titolari dell’indagine Matteo Centini e Antonio Colonna. Oltre a queste, alcune richieste sono state formulate da persone che dicono di essere state picchiate all’interno della caserma dei carabinieri. L’inchiesta è nata da un’indagine di polizia giudiziaria sul traffico e lo spaccio di sostanze stupefacenti. Fondamentali, ai fini delle indagini, le numerose intercettazioni telefoniche. Sono 62 in tutto i capi di imputazione contestati, quasi tutti a carico dei cinque carabinieri della Levante: Giuseppe Montella (40 capi) Salvatore Cappellano (13 capi), Angelo Esposito (9 capi), Giacomo Falanga (7 capi) e Daniele Spagnolo (5 capi). Ieri si è aperto pure il processo a carico di Angelo Esposito che, a differenza dei colleghi, ha optato per il rito ordinario. L’Arma dei carabinieri ha avanzato la richiesta di costituzione di parte civile nel processo.