BACOLI – Sicurezza a rischio, carenze igienico-sanitarie, indifferenza istituzionale, cattiva amministrazione delle uscite anticipate e inefficienze strutturali degli edifici secondari: gli studenti decidono di occupare il Liceo Lucio Anneo Seneca di Torregaveta. E questi sono solo alcuni dei motivi per cui i ragazzi si rifiutano di tornare tra i banchi di scuola.liceo

DISAGI – Una decisione che parte da lontano, da giorni di manifestazioni di disagio e dissenso: non vuote proteste ma concreti solleciti affinché il loro diritto allo studio venga garantito nel rispetto delle norme vigenti, soprattutto per quanto concerne la sede scolastica del Fusaro, attualmente in pessime condizioni e frequentata dagli studenti iscritti all’indirizzo economico-sociale. La struttura è fatiscente in più punti e, alle carenze igienico-sanitarie, si aggiunge un sistema di riscaldamento che funziona a singhiozzi.

liceo occupatoLA PROTESTA – La nota sottoscritta dai manifestanti parla chiaro: «Gli studenti del Liceo Scientifico Lucio Anneo Seneca, dopo una settimana di protesta dovuta alle pessime condizioni che riguardano l’igiene e la sicurezza (il soffitto in particolare) della sede succursale presente al Fusaro, ai distributori di bevande e cibo mancanti da oltre un anno e alla cattiva amministrazione delle uscite anticipate, in seguito all’indifferenza di tali problematiche dal corpo dei docenti, della preside Tuzi, e dei responsabili della Città Metropolitana di Napoli assegnati a tale sede, hanno deciso di occupare la sede centrale dell’istituto eccetto segreteria e sala insegnanti al fine di esortare gli enti responsabili alla risoluzione di tali problemi».

L’OBIETTIVO – L’intento è quello di ottenere la giusta attenzione da parte di chi di competenza, in primis la ex Provincia in quanto proprietaria dell’edificio, nonché una tempestiva risoluzione delle criticità che attanagliano i locali in stato di fatiscenza. Non meno importante il disappunto espresso circa le uscite anticipate che sarebbero state ridotte a 20 al giorno, non una in più. Un numero, a detta dei manifestanti, alquanto esiguo se si considera che ogni classe è costituita da una media di 20/25 alunni cadauna.