amianto fusaro 1BACOLI – Dopo la passeggiata di Torrefumo, scoperta un’altra potenziale “bomba ecologica” in terra flegrea, stavolta a Bacoli. Teatro dello scempio ambientale è la Pista Ciclabile che attornia il Lago Fusaro, cornice dell’incantevole Casina Vanvitelliana. Decine di lastre a probabile contenuto di amianto, apparentemente innocue, ma ogni giorno accarezzate dal vento che ne disperde le polveri giacciono indisturbate lungo il percorso ciclopedonale, frequentato quotidianamente da pescatori di frodo o semplici pedoni, soliti percorrere la passeggiata.

IMG-20160817-WA0004LA FIBRA-KILLER – L’amianto uccide. Oramai lo si sa. Un apparente “mostro” dormiente, particolarmente devastante e i cui effetti si manifestano anche dopo anni, se non decenni. Alcune lastre che potrebbero contenere fibre in amianto sono visibili ad occhio nudo lungo l’itinerario, altre invece sembrerebbero essere state sapientemente nascoste tra le sterpaglie. Stridente l’impatto con l’ambiente in cui esse sono state allocate. Lontane da occhi indiscreti, sì, ma in un luogo che potrebbe incantare visitatori provenienti da ogni parte del mondo.

DSCN2128LO SCEMPIO DELLA PISTA CICLABILE – Eppure, attualmente l’imponente opera, cordone dello splendido Parco Borbonico, finanziata con fondi della Comunità Europea, è completamente abbandonata, priva di manutenzione ordinaria e straordinaria, nonché di un sistema di videosorveglianza che possa debellare o quantomeno arginare il fenomeno del vandalismo. Inquantificabili i cumuli di rifiuti abbandonati lungo la pista, i danni arrecati ad un progetto che avrebbe potuto donare decoro e splendore a questa area, nonché ad una zona di confine troppo a lungo posta nel dimenticatoio.

DSCN2135FOCI OSTRUITE DAI RIFIUTI – Ma nel regno del mito greco e romano, il degrado non si limita ad un sentiero interamente vandalizzato e pericoloso e ad un’area nient’affatto salubre: preoccupa altresì lo stato di salute delle foci del Lago Fusaro, in gran parte ostruite da materiali d’ogni genere che impediscono l’osmosi con il mare. Da mesi oramai, carrozzini, sacchetti d’immondizia, materiale di risulta, latte di vernice vuote, plastica, polistirolo, copertoni, ferri vecchi e arrugginiti fanno da barriera al bacino lacustre, compromettendone così lo stato di salubrità.

DSCN1993LA LOTTA PER LA RIAPERTURA – Intanto, associazioni, partiti politici ed ex sindaco della città continuano la loro lotta per la riapertura dei cancelli della pista ciclabile, chiusa il 10 agosto scorso dal commissario liquidatore del Centro Ittico Campano, Domenico Oriani, che ne ha interdetto il percorso e gli accessi. La sua azione è stata intrapresa in veste di custode giudiziario della vicina area con il parco giochi, sottoposta pochi giorni fa a sequestro giudiziario dalla Polizia Municipale per mancanza di collaudo e autorizzazioni. Non solo, qui i “caschi bianchi”  hanno sequestrato anche un’area in cui sono depositati dei rifiuti incendiati nel gennaio 2015. Lo spazio, con materiale di risulta, tronchi abbandonati, plastica e reti, però, non è stato mai bonificato.