Ancora sequestri per pesca di frodo
Ancora sequestri per pesca di frodo

BACOLI – Blitz della Capitaneria di Porto nelle acque antistanti il porto di Baia. I militari hanno sequestrati l’ennesima rete-killer che avrebbe potuto distruggere le bellezze sommerse del Parco Archeologico Marino. Le operazioni, condotte dagli uomini di Porto di Pozzuoli, coordinata dal tenente di Vascello Andrea Pellegrino, è rivolta al contrasto del fenomeno della pesca di frodo in aree marine protette.

 

LA SCOPERTA – Durante i controlli effettuati nella zona di baia che i militari hanno rinvenuto una rete abusiva di 600 metri che minacciava i preziosi reperti archeologici di Baia sommersa. Si tratta di una struttura equivalente alla lunghezza di sei campi di calcio. Il sequestro di queste ora fa il pari con quello di qualche giorno fa, quando i militari sequestrarono una rete di 500 metri.

 

I CONTROLLI – Negli ultimi giorni in totale i militari della Guardia Costiera nella stessa area hanno sequestrato ben 3 chilometri e 800 metri di reti e 63 nasse illegali. Un fenomeno, quello della pesca di frodo, che danneggia non solo il comparto legale della pesca ma che mette a grosso rischio l’immane patrimonio archeologico marino dell’area.