di Nuviana Arrichiello

orfanoBACOLI – Quel maledetto mercoledì mattina doveva essere in servizio al cimitero, Vincenzo. E invece verso le 11, dopo aver timbrato il suo cartellino marcatempo, qualcuno l’ha chiamato per un sopralluogo nella sua abitazione privata, per effettuare alcuni lavori. E Vincenzo Orfano, 53enne bacolese, forse per sbarcare il lunario, forse per fare un favore ad un “amico”, si è recato sul posto, salendo su un’impalcatura di circa quattro metri dalla quale è caduto trovando la morte.

 

IL GIALLO – Emergono nuovi, inquietanti particolari investigativi sulla tragedia che due giorni fa ha sconvolto Bacoli: la morte del 53enne Vincenzo Orfano, LSU del comune di Bacoli, nonchè allenatore della squadra di calcio degli allievi Asd Monte di Procida.

 

LA RICOSTRUZIONE – Dalle indagini investigative infatti -secondo quanto riporta il “Roma” – spuntano nuovi particolari sulla vicenda. Primo fra tutti che Vincenzo mercoledì mattina doveva trovarsi al lavoro. Poi una telefonata da parte di un amico, un impegato del comune di Bacoli, che gli avrebbe chiesto il favore personale di dirigersi a casa sua per effettuare un sopralluogo per l’avvio di alcuni lavori all’interno dell’abitazione. E Vincenzo, che di mestiere faceva l’imbianchino, non se l’è fatto dire due volte. Si è allontanato dal lavoro e si è recato a casa dell’impiegato comunale. È salito su quella maledetta impalcatura mobile, ad un’altezza di quattro metri, e da lì è precipitato schiantandosi al suolo. L’uomo è stato immediatamente soccorso e trasportato all’ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli dove, purtroppo, è giunto ormai cadavere. Dalle successive indagini, i carabinieri si sono recati a casa dell’impiegato comunale, dove l’uomo si trovava con la moglie.

 

LA SCOPERTA – Nel corso del sopralluogo, gli “007” hanno scoperto che i lavori non erano regolarmente autorizzati e che l’imbianchino 53enne non era in possesso dei previsti requisiti tecnico-professionali per svolgerlo. Inoltre, particolare ancora più inquietante è che quando i due committenti si sono accorti della tragedia avrebbero provveduto a ripulire il luogo dell’incidente dalle macchie di sangue, occultando l’impalcatura mobile e gli attrezzi da lavoro al fine di depistare le indagini. La zona è stata sottoposta a sequestro così come pure l’impalcatura mobile e svariati attrezzi da lavoro, rinvenuti in un ripostiglio nel giardino di pertinenza dell’abitazione, sui quali sono state trovate tracce ematiche riconducibili al decesso. I coniugi, in qualità di committenti dei lavori manutentivi, sono stati denunciati in stato di libertà per violazione degli obblighi del committente e per mancata verifica dell’idoneità tecnico-professionale dell’impresa esecutrice. Sul posto è intervenuto anche il personale di servizio di prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro dell’Asl Na2 Nord. Intanto la salma del povero Vincenzo è stata trasportata al Policlinico per essere sottoposta all’autopsia.