POZZUOLI – Continua la protesta dei cittadini che ieri sera si sono dati nuovamente appuntamento all’ingresso del depuratore di Cuma. Nelle ultime settimane i miasmi che si avvertono nella zona sono diventati più molesti del solito, facendo montare la rabbia dei residenti. Da cronoprogramma, i lavori di adeguamento e rifunzionalizzazione, costati circa 40 milioni di euro, avrebbero dovuto concludersi proprio in questi giorni, con l’entrata in funzione a pieno regime nel mese di novembre. Qualcosa però non è andata secondo i piani. A comunicarlo ai presenti è stato l’ingegner Giorgio Molinari, responsabile del consorzio Pizzarotti-Suez, affidatario dei lavori e della gestione quinquennale dell’impianto.

PROBLEMA FANGHI – Un problema di tenuta del digestore ha determinato lo stop dell’entrata in funzione della linea di trattamento fanghi. Nei prossimi giorni la questione, che richiederà probabilmente una variante in corso d’opera, sarà portata sui tavoli della regione per individuare le soluzioni tecniche più adeguate a superare le difficoltà riscontrate. Dunque, mentre per la depurazione delle acque in uscita tutto procederebbe secondo quanto previsto, per il digestore anaerobico vi sarà un inevitabile prolungamento dei tempi di lavorazione, al momento non determinabile con precisione. Intanto, i fanghi prodotti vengono trasportati in nord Italia ed utilizzati in agricoltura.

ODORI MOLESTI – Relativamente all’aumento dei cattivi odori, l’ingegner Molinari ha mostrato più di qualche perplessità poiché, a suo dire, in questi giorni non ci sono state particolari lavorazioni che possano giustificarlo, “insinuando” così il dubbio che la puzza abbia anche altre provenienze. Sono comunque in fase di completamento le opere per la “deodorizzazione” delle vasche primarie, maggiormente soggette alle emissioni odorigene. Inoltre, il direttore dell’impianto ha annunciato che saranno presto installati all’interno della struttura dei particolari sensori (nasi elettronici) attraverso i quali sarà possibile avere un controllo sull’origine e composizione dei miasmi, che al termine dei lavori saranno abbattuti ma non completamente eliminati.

LE REAZIONI – Una prospettiva che però non soddisfa i manifestanti, che continuano a reclamare il “diritto a respirare”, più trasparenza e l’installazione di centraline di un ente terzo, come l’Arpac, per il monitoraggio della qualità dell’aria. A chiedere chiarezza, tempi certi ed azioni concrete sono anche i Consiglieri Comunali, Raffaele Postiglione (Pozzuoli ORA), Antonio Caso e Domenico Critelli (M5S), che in accordo con i cittadini si sono impegnati a riproporre la problematica all’attenzione delle commissioni consiliari, chiamando in audizione la regione e la Pizzarotti-Suez, e a convocare un Consiglio Comunale monotematico.

IL SINDACO«Stiamo cercando di capire da cosa sono determinati questi cattivi odori e se è cambiato qualcosa nella linea di depurazione e trattamento dei fanghi. L’amministrazione è sempre stata al fianco dei cittadini facendosi promotrice di sopralluoghi continui nell’impianto, dialogando con la Regione Campania e organizzando incontri pubblici con i gestori del Depuratore di Cuma. -ha detto il sindaco di Pozzuoli Vincenzo Figliolia- Nell’ultimo incontro, al quale parteciparono gli abitanti di Licola, avemmo rassicurazioni sull’avanzamento dei lavori di rifunzionalizzazione dell’impianto, che sarebbero dovuti già terminare. I nuovi sistemi, dissero i tecnici, avrebbero consentito di gestire diversamente i fanghi, con processi evoluti ed a bassissimo impatto ambientale. Dobbiamo capire cosa non sta funzionando».