di Pasquale Guardascione

Biagio Lubrano, ex presidente del APL Puteoli Basket
Biagio Lubrano, ex presidente del APL Puteoli Basket

POZZUOLI – Quando si parla di APL Puteoli Basket gli occhi degli sportivi e degli appassionati della palla a spicchi puteolana diventano lucidi. Già perché la mente ritorna indietro agli anni che videro i gialloblù prima lottare al Pala Errico della Solfatara e, poi, al Palablù di Monterusciello e sfiorare la serie A1. Ma quando pensi al Puteoli o Serapide Pozzuoli la prima persona che ti viene alla mente è l’artefice di una squadra che entrò nei cuori di tutta la cittadina flegrea: Biagio Lubrano. Il presidente e primo tifoso che seguiva la sua squadra in tutta Italia e che nelle gare interne dell’impianto di Monteruscello si posizionava nel tunnel che da negli spogliatoi a soffrire e trasmettere la grinta ai suoi ragazzi in campo.  La finale scudetto della scorsa settimana tra Dinamo Sassari e Pallacanestro Reggiana per chi ha vissuto il periodo della Serapide è stato come un ritornare al passato.

 

RICORDI INDELEBILI – «Una gara emozionante contro due squadre che noi battemmo più volte con il Puteoli – esordisce Lubrano -. Sono stati anni bellissimi che conservo nel mio cuore e ancora oggi mi sento con molti amici come Spizzuoco e Valerio Spinelli e altri ragazzi che hanno militato con noi nel corso di quegli anni.

Michele Marino, play e bandiera del Puteoli
Michele Marino, play e bandiera del Puteoli

Signor Lubrano i tifosi gialloblù sperano in un suo ritorno nel basket puteolano. Ciò mi fa piacere perché vuol dire che ho lasciato un buon ricordo ma io non ho nessuna intenzione di rientrare: non vado su un campo di basket dal 2001. Mi interesso come appassionato ma per me è una questione chiusa. Mi dispiace per i tanti appassionati e tifosi del Puteoli.

Ritorniamo indietro nel tempo le faccio due nomi: Valentino Renzi e Ninni Gebbia. Due persone con cui c’era un grande rapporto umano prima che sportivo e lavorativo che hanno scritto pagine importanti dello sport a Pozzuoli. Renzi l’ho visto a Bologna qualche anno fa quasi per caso per strada, mentre, Gebbia sono diversi anni che non lo sento. Credo che sono due persone il cui nome è rimasto scolpito in maniera indelebile nella mente dei tifosi di pallacanestro di Pozzuoli.

 

Ninni Gebbia, coach della promozione in A2
Ninni Gebbia, coach della promozione in A2

LA PROMOZIONE IN A2 – Quale è stata la sua soddisfazione maggiore di quegli anni? Sicuramente la promozione dalla B alla serie A2 e, poi, la prima gara l’anno dopo a Monterusciello in Coppa Italia contro la Scavolini Pesaro dove c’era Enzino Esposito e tanti altri big tra i marchigiani. Ricordo che il palazzetto era pieno e vincemmo con merito e trascinati dal nostro straordinario pubblico. L’emozione maggiore la provai quando andammo a giocare a Pesaro e vidi scritto il nome Puteoli sul tabellone in alto al centro del campo.

Il suo rammarico maggiore? Beh, il fatto che a Pozzuoli il nostro progetto che puntava in alto non fu capito ma è acqua passata ormai.

I più e i meno, invece, come giocatori? La sorpresa in tanti anni è stata Michele Marino la nostra bandiera: lo acquistai dal Monte di Procida e lui diciamo che ha seguito tutto il percorso di crescita del Puteoli. La gente gli era molto affezionata perchè era un flegreo. Poi, sono rimasto contento anche degli americani Middleton, Embry e Smith: tre veri trascinatori in mezzo al campo. Mentre, sono rimasto un po’ deluso da Lot, Morningstar e Navarrete da loro mi aspettavo qualcosa in più». Era un Puteoli che faceva sognare con le due partecipazioni ai play off promozione per la A1 eliminati all’esordio in semifinale da Gorizia e nei quarti qualche anno dopo da Trieste. Ricordi lontani che gli appassionati della palla a spicchi gialloblù sperano possano essere rivissuti.