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Controlli fiscali con l’intelligenza artificiale, il Parlamento chiede più tutele: cosa cambia per i cittadini

Controlli fiscali con l’intelligenza artificiale, il Parlamento chiede più tutele: cosa cambia per i cittadini
  • Pubblicato31 Ottobre 2026

LA QUESTIONE – Il Fisco italiano dispone di numerose banche dati che possono essere utilizzate per contrastare l’evasione. Un’enorme quantità di informazioni che, grazie alle nuove tecnologie, può essere analizzata per individuare possibili irregolarità. Ma cosa succede se un algoritmo segnala per errore un contribuente? E come può difendersi un cittadino quando una contestazione nasce dall’analisi automatizzata dei suoi dati? Sono alcune delle questioni affrontate dalla Commissione parlamentare di vigilanza sull’Anagrafe tributaria, che il 21 ottobre ha annunciato di aver completato la stesura di un documento dedicato alla sicurezza delle informazioni fiscali e alla tutela dei contribuenti. Il presidente della Commissione, Maurizio Casasco, ha illustrato i principali contenuti del lavoro, che mira a rendere più sicuro e trasparente l’uso delle tecnologie digitali nei controlli fiscali. Tra le richieste figurano una maggiore supervisione umana, la possibilità di verificare il funzionamento degli algoritmi e garanzie più forti per chi subisce un accertamento. Il testo è ancora in fase di approvazione e la presentazione alla Camera dei deputati è prevista per il 17 novembre. Per il momento, quindi, non cambia nulla per i contribuenti.

LE BANCHE DATI – Il sistema informativo fiscale italiano comprende circa 200 banche dati integrate. Questo patrimonio di informazioni consente all’amministrazione finanziaria di effettuare controlli e confrontare dati provenienti da fonti diverse. L’incrocio delle informazioni può far emergere incongruenze che richiedono ulteriori verifiche. Un dato anomalo, però, non significa necessariamente che qualcuno abbia evaso le tasse. Basti pensare a un lavoratore autonomo che riceve una contestazione per una differenza tra informazioni presenti in due archivi diversi. Quella differenza potrebbe dipendere da un errore di registrazione oppure da un’operazione del tutto regolare, che richiede soltanto un chiarimento. È un esempio che aiuta a capire perché il Parlamento stia chiedendo maggiori garanzie. Più dati vengono utilizzati, maggiore deve essere l’attenzione alla loro correttezza, alla sicurezza dei sistemi informatici e alla riservatezza delle informazioni personali.

I CONTROLLI CON IA – L’impiego dell’intelligenza artificiale è uno dei punti centrali dell’indagine parlamentare. Questi strumenti possono analizzare grandi quantità di dati e individuare situazioni sospette molto più rapidamente rispetto a un controllo basato solo su procedure tradizionali. Il problema nasce quando il risultato di un’analisi automatizzata contribuisce a formulare una contestazione fiscale. La Commissione ritiene necessario evitare che gli algoritmi producano valutazioni ritenute automaticamente attendibili, senza lasciare spazio a verifiche o contestazioni. Per questo viene richiamata l’importanza della supervisione umana. In sostanza, un funzionario deve poter valutare gli elementi emersi dall’analisi informatica e assumersi la responsabilità delle decisioni adottate. C’è poi il tema della trasparenza. Se un sistema segnala una possibile irregolarità, il contribuente deve essere messo nelle condizioni di comprendere su quali elementi si basa la contestazione. Non può bastare il semplice risultato prodotto da un programma informatico.

ACCERTAMENTI FISCALI – Tra le raccomandazioni della Commissione compare anche l’introduzione di una motivazione rafforzata per gli atti impositivi basati sull’intelligenza artificiale. Significa chiedere all’amministrazione finanziaria di spiegare in modo particolarmente chiaro le ragioni di un accertamento quando si utilizzano sistemi algoritmici. La proposta prevede anche la nullità dell’atto impugnato qualora questo obbligo non venga rispettato. Per capire l’importanza della misura basta immaginare di ricevere una richiesta di pagamento dal Fisco senza riuscire a comprendere quali dati abbiano portato alla contestazione. In una situazione simile sarebbe difficile individuare un eventuale errore e preparare una difesa adeguata. La motivazione rafforzata servirebbe proprio a rendere più comprensibili le decisioni dell’amministrazione e a permettere al cittadino di contestarle con maggiore efficacia. Al momento, però, si tratta di una raccomandazione contenuta nel lavoro parlamentare. Non è stata introdotta una nuova causa di nullità specifica per gli accertamenti fondati sull’intelligenza artificiale.

LE GARANZIE – La normativa italiana riconosce già una serie di diritti a chi riceve una contestazione fiscale. Il riferimento principale è lo Statuto dei diritti del contribuente, previsto dalla legge 212 del 2000. Tra le disposizioni più importanti c’è l’articolo 6-bis, che disciplina il contraddittorio preventivo. Nei casi in cui questa garanzia si applica, il contribuente deve poter conoscere gli elementi contestati e presentare le proprie osservazioni prima che l’amministrazione adotti l’atto definitivo. Non tutti i procedimenti seguono però le stesse regole. La legge prevede specifiche esclusioni, tra cui alcune categorie di atti automatizzati e di controllo formale. La questione sollevata dalla Commissione riguarda proprio la capacità delle garanzie esistenti di tutelare i cittadini quando il Fisco utilizza strumenti informatici sempre più complessi. Nel documento viene affrontato anche il rapporto con l’AI Act, il regolamento europeo sull’intelligenza artificiale. La Commissione propone di inserire i sistemi utilizzati in ambito fiscale tra quelli considerati ad alto rischio, così da prevedere tutele più rigorose. Questa classificazione non è attualmente prevista in modo automatico per tutti gli algoritmi impiegati nei controlli tributari.

COSA CAMBIA – Le questioni affrontate dalla Commissione interessano chiunque possa essere sottoposto a una verifica fiscale. Riguardano in particolare lavoratori autonomi, commercianti, artigiani, professionisti e piccole imprese, per i quali una contestazione può comportare conseguenze economiche significative. Per un piccolo imprenditore, ad esempio, ricevere un accertamento significa spesso dover ricostruire le operazioni, recuperare i documenti e fornire chiarimenti all’amministrazione. Se nella contestazione intervengono sistemi di intelligenza artificiale, diventa ancora più importante sapere quali informazioni sono state utilizzate e come sono state valutate. Il lavoro parlamentare affronta anche la possibilità di sperimentare nuove tecnologie in ambienti controllati, prima di introdurle nelle attività ordinarie dell’amministrazione. Il prossimo appuntamento è fissato per il 17 novembre, quando è prevista la presentazione del documento alla Camera dei deputati. Per trasformare le raccomandazioni in obblighi effettivi saranno necessari eventuali successivi interventi normativi. L’obiettivo resta quello di migliorare la capacità del Fisco di individuare le irregolarità, evitando che l’uso dell’intelligenza artificiale renda più difficile per i cittadini capire e contestare un accertamento.