Il grido d’aiuto di un piccolo imprenditore di Pozzuoli «La mia attività messa in ginocchio dal bradisismo»
POZZUOLI – *Riceviamo e pubblichiamo da Vincenzo, titolare di una piccola impresa di pulizie a Pozzuoli
Vi scrivo da titolare dell’impresa ma anche da cittadino puteolano. Il terremoto ha messo in ginocchio la nostra città. Ci sono tantissimi edifici che sono stati sgomberati, famiglie che non possono rientrare nelle proprie abitazioni e immobili che necessitano di interventi importanti prima di poter tornare alla normalità. Per chi, come me, lavora nel settore delle pulizie condominiali, tutto questo significa anche perdere il proprio lavoro. Molti dei condomini che seguivo sono stati sospesi a causa degli sgomberi e dell’inagibilità. Tecnicamente non li ho “persi”, perché nessuno ha cancellato il servizio, ma nella realtà dei fatti quei lavori sono fermi e non sappiamo quando potranno riprendere. Prima bisognerà mettere in sicurezza gli edifici, ristrutturare e poi, forse tra mesi o addirittura anni, si potrà tornare alla normalità. Per una piccola impresa, perdere contemporaneamente diversi condomini significa vedere crollare una parte importante del proprio reddito e continuare comunque ad avere spese, contributi, tasse, assicurazioni, mezzi e tutte le altre uscite che un’attività deve sostenere.
E qui arriva il mio grido d’aiuto. Fino ad oggi, di aiuti concreti per noi piccoli lavoratori e titolari di partita IVA, io personalmente non ne ho visti. Ho sentito tante parole, tanti annunci e tante promesse, ma le parole non pagano le bollette, non pagano le tasse. Il 20 agosto è arrivata anche la scadenza fiscale per noi titolari di partita IVA. Io, in questo momento, non sono riuscito a pagare, perché prima di tutto devo cercare di mandare avanti la mia attività e la mia famiglia in una situazione che è diventata economicamente molto pesante. Non sto chiedendo di non pagare le tasse. Sto chiedendo tempo, sostegno e misure concrete per chi, senza averne colpa, si è ritrovato dall’oggi al domani con una parte del proprio lavoro bloccata a causa del terremoto. Una piccola impresa non può semplicemente “aspettare” mesi o anni che un condominio venga ripristinato. Nel frattempo bisogna sopravvivere. Mi chiedo quindi: chi pensa alle piccole partite IVA, agli artigiani, ai commercianti, ai professionisti e a tutte quelle persone che lavorano grazie alle attività e agli edifici oggi colpiti dal terremoto?
Pozzuoli non è fatta soltanto di palazzi danneggiati e famiglie sfollate. È fatta anche di lavoratori che, indirettamente, stanno perdendo il proprio reddito. Per questo mi rivolgo attraverso questo giornale al Comune, alla Regione, al Governo e a tutte le istituzioni competenti. Non servono soltanto comunicati e promesse. Servono aiuti veri e immediati. Servono sospensioni e proroghe fiscali realmente efficaci, agevolazioni per le piccole imprese che hanno perso lavoro a causa degli sgomberi, sostegni economici e strumenti che permettano alle attività di resistere fino a quando Pozzuoli potrà finalmente tornare alla normalità. Noi vogliamo lavorare. Non vogliamo assistenzialismo. Vogliamo semplicemente avere la possibilità di sopravvivere economicamente a questa emergenza e tornare a lavorare quando i nostri condomini saranno nuovamente agibili.
Questa è la voce di una piccola impresa familiare, ma sono convinto che dietro queste parole ci siano tantissime altre partite IVA e lavoratori di Pozzuoli che stanno vivendo la stessa situazione. Pozzuoli ha bisogno di essere ricostruita. Ma per ricostruirla bisogna impedire che, nel frattempo, vengano distrutte le piccole attività e il lavoro delle persone. Quello che chiedo è semplice: non dimenticateci. Ascoltate anche noi.





























