QUARTO – La telefonia di quinta generazione fa paura. I cittadini temono che l’installazione di antenne 5G possa comportare seri danni alla salute. E così dopo aver preso parte alla seduta di Consiglio comunale, tenutasi nella mattinata di ieri a Quarto, i manifestanti si sono già dati appuntamento per la prossima settimana. Convocata, infatti, la riunione del Comitato a Difesa della Salute e dell’Ambiente: ci si incontrerà martedì 21 alle 19 presso l’ex prefabbricato della scuola Gobetti. «Non ci fermerete, no alle antenne 5G. I cittadini di Quarto non sono cavie», tuonano i promotori della battaglia.

IL CASO DI VIA COCCI – Due giorni fa la tensione è salita tra i circa 500 residenti, che si sono dati appuntamento nei pressi del manufatto sul cui tetto deve essere ubicata l’antenna, e la polizia appena la ditta ha avviato le operazioni di messa in opera. Tra i dimostranti qualche anziano è stato colpito da malore. Le operazioni, comunque, stanno procedendo secondo i programmi. Il problema dell’antenna 5G è stato sollevato da qualche tempo dai residenti del quartiere Cocci e da un gruppo consiliare di opposizione: si temono ripercussioni sulla salute. L’impianto di nuova tecnologia è ancora in fase sperimentale e, secondo quanto sostengono i cittadini in rivolta, non si conoscono quali effetti possa produrre sulla salute, una volta in funzione. A portare avanti la battaglia anche la sezione di Quarto del Partito dei Carc. «Il Partito dei CARC esprime il massimo sostegno al Comitato Salute e Ambiente e alle contrade che stanno portando avanti questa battaglia e chiama tutti gli abitanti di Quarto a mobilitarsi – si legge in una nota – . Bisogna alimentare la mobilitazione contro il 5G facendo irruzioni in Consiglio comunale, controllo popolare delle zone interessate, confronto e dibattito con i cittadini del territorio, banchetti informativi, sabotaggio della costruzione delle antenne. Insomma 10, 100, 1000 azioni di lotta contro il 5G».