POZZUOLI – E’ una donna di 38 anni, B.O., di nazionalità ucraina e residente a Pozzuoli   l’autrice di una truffa per migliaia di euro ai danni di una delle più grandi aziende ortofrutticole operanti ad Aprilia e Cisterna, nonché di un’altrettanto importante ditta di autotrasporti con sede in provincia di Salerno, identificata dal Personale della Sezione Anticrimine del Commissariato di Cisterna. La truffa è riconducibile alla particolare metodologia criminale individuata nell’acronimo B.E.C., cioè “Business email compromise” traducibile come “Posta elettronica compromessa”. Questo crimine informatico si sviluppa attraverso una sofisticata tecnica di hackeraggio che permette ai cyber criminali di intercettare la corrispondenza elettronica di un’azienda. Una volta intercettata una trattativa in corso da parte di un’azienda, gli hackers sostituiscono i messaggi originali con altri del tutto simili e credibili, sostituendo le coordinate bancarie su cui fare il bonifico per i pagamenti.

LA STIMA – L’F.B.I ha stimato che nell’ultimo anno e mezzo le truffe con il metodo “b.e.c.” abbiano causato un danno diretto all’economia statunitense pari a 7.2 miliardi di dollari diffondendosi con percentuali esponenziali in tutto il mondo. Nello specifico l’azienda ortofrutticola apriliana aveva stabilito trattative e consolidati contratti per movimentare quintali di kiwi e ortofrutta verso il nord Europa con l’azienda di trasporto salernitana. Proprio a tale ultima azienda i criminali si sono informaticamente sostituiti producendo ed inviando mail del tutto credibili nelle quali veniva però indicato come Iban di bonifico un conto rivelatosi poi estraneo alla disponibilità dell’azienda.

LA TRUFFA – Solo dopo venti giorni dall’avvio della truffa è stato scoperto l’inganno. Infatti, intestataria effettiva del conto collettore, del quale è stato chiesto il sequestro alla Procura di Napoli Nord, è risultata una donna ucraina B.O. del 1981 residente a Pozzuoli, nota alle Forze dell’Ordine per reati specifici, facente parte di un sodalizio criminoso formato da esperti informatici moldavi e truffatori campani. I reati contestati vanno dall’accesso abusivo a sistema informatico, alla violazione di corrispondenza, alla falsificazione del contenuto di comunicazioni informatiche: moderni comportamenti criminali, strumentali al più classico reato di truffa. Altre tre frodi operate con la stessa metodologia criminale da altri soggetti in corso di compiuta identificazione e causanti danni per decine di migliaia di euro, con la costituzione di conti d’appoggio aperti on line, sono state scoperte negli ultimi due mesi ai danni di importanti imprese anche di Cisterna operanti nell’edilizia e nel trasporto merci su gomma.