treno deragliatoBACOLI – Alla stazione di Torregaveta sembra una beffa: al personale addetto ai treni, esercenti commerciali e “curiosoni”, il compito di rispondere alle decine di domande di pendolari che, come di consueto, anche stamane si erano affidati ai mezzi su rotaie per spostarsi. Un incubo ad occhi aperti. E’ il cerchio che si chiude: anni di soppressione delle corse, enormi disagi, ticket alle stelle, mancanza di risorse per la manutenzione, incidenti. Oramai siamo in piena emergenza, nell’incertezza di un viaggio che da Torregaveta dovrebbe condurre a Montesanto, in cui il problema non è più il ritardo del convoglio, ma il timore di non riuscire ad arrivare a destinazione.

Raffaele Cardamuro
Raffaele Cardamuro, un testimone

L’INCIDENTE – Stamane, ancora una volta, si è sfiorata la tragedia. Verso le 7 un treno della Cumana, in entrata verso il capolinea di Torregaveta, per cause da accertare è uscito dai binari impattando con la cabina di guida contro una struttura in cemento armato della rete elettrica. Pochi i passeggeri a bordo. Nello scontro è rimasta lievemente ferita ad una gamba soltanto una donna, prontamente trasportata con un’ambulanza del 118 presso l’ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli. Per il resto, un enorme spavento e parecchi disagi.

I PRIMI SOCCORSI – I primi soccorsi sono giunti dai titolari di un bar nei pressi della stazione, precipitatisi sul posto dopo aver avvertito un forte boato. «Abbiamo temuto il peggio – racconta Raffaele Cardamuro, gestore del bar della stazione – ho visto il capotreno scendere dal convoglio tremante e impallidito. L’urto con il palo è stato abbastanza violento, se l’è trovato in faccia in un istante. Dietro di lui i passeggeri, sconvolti.  Ma fortunatamente sani e salvi. I binari erano praticamente incurvati. Abbiamo toccato il fondo. La questione, che lo si voglia o no è politica, i nostri Amministratori devono comprendere questo: siamo in pericolo. Non è più garantita la sicurezza tanto dei viaggiatori quanto dei macchinisti. Siamo arrivati ad un punto di non ritorno, dove l’incognita è il viaggio. Se il deragliamento fosse accaduto in un orario di punta, in cui i convogli sono stracolmi di centinaia di persone intrappolate come sardine, le conseguenze sarebbero state certamente ben più gravi».

EFFETTO-TERREMOTO – L’urto è stato avvertito anche dei residenti in zona. «Un effetto-terremoto – racconta una madre – ci siamo precipitati in strada e soltanto in un secondo momento abbiamo realizzato cosa fosse accaduto. Ho due figli, entrambi utilizzano il treno per andare a scuola. Sono terrorizzata. Chiedo sempre loro uno squillo non appena raggiungono la sede. Non possiamo vivere così, ci negano il sacrosanto diritto alla sicurezza». Così, mentre la sciagura è stata evitata, tra la rabbia e l’esasperazione, restano i perché.

CORSE RIPRESE DAL FUSARO – Attualmente la circolazione dei treni è ripresa dalla stazione del Fusaro. I tecnici, impiegati in forze nei rilievi devono fare i conti col grosso palo che regge la linea di corrente elettrica, in bilico e pericolante.