Il Tempio visto dall'interno

Posto sulle rive del lago d’Averno, il Tempio di Apollo è uno dei preziosi siti archeologici presenti sul territorio puteolano. La denominazione Tempio risulta però impropria, infatti con ogni probabilità la destinazione finale dell’imponente struttura era di impianto termale, per sfruttare, appunto in epoca classica, le terme che una volta erano rigorose sotto lo specchio lacustre. Inoltre è assodato che il Tempio alla divinità del sole sia situato invece tra i resti di Cuma. È probabile però che prima di essere trasformato in sito termale, li sorgesse un Tempio dedito al culto di qualche divinità dell’ade, dato che in epoca classica si pensava che il Lago d’Averno fosse uno degli ingressi dell’Ade.

LA PIU’ GRANDE DOPO IL PANTEON – L’importanza del “Tempio di Apollo” è data dal fatto che la sua cupola, crollata durante l’eruzione del Montenuovo nel 1538, era la più grande di epoca romana dopo il Panteon, della quale sarebbe stata inferiore di soli 11 metri. Un reperto archeologico unico quindi, che oggi è nell’abbandono più totale. L’accesso è impedito da un cancello in legno chiuso con un catenaccio e da una recinzione di fortuna, infatti da un enorme buco tra la rete siamo potuti entrare e capacitarci ancopra da più vicino dello stato di abbandono dell’antico e prezioso rudere.

DEGRADO E ABBANDONO – Erbacce alte oltre un metro contornano le antiche mura. Il problema reale non è l’incuria, ma il pericolo di crollo che l’abbondano porta con se. Voci dalla sovrintendenza infatti danno per scontato il crollo del prezioso sito se perdurerà la mancata manutenzione. L’ultimo restauro infatti risale a metà degli anni dall’epoca poi solo il cambio della recinzione durante i lavori per la sistemazione del sentiero attorno al lago. Le crepe sulle mura risultano ben visibili ad occhio nudo ed una volta entrati all’interno si notano anche sassi che evidentemente cadono dalle mura.

PERICOLI E SPERANZE – Un importante pezzo della storia classica di Pozzuoli che rischia di sparire da un momento all’altro. Il rischio non è così remoto dato che dal ministero i fondi sono sempre più pochi ed una volta che venissero stanziati fondi straordinari questi verrebbero dirottati su monumenti “più importanti” come ad esempio Antonino Pio e Anfiteatro Flavio. L’unica salvezza per il tempio di Apollo, potrebbe essere l’adozione da parte di un gruppo di privati, cosa che è già in voga in diversi comuni d’Italia, un adozione che non significa certo privatizzazione. Ad esempio sarebbe interesse di tutti gli operatori economici della zona che il Tempio fosse in salute, e più di una volta da diversi operatori è venuta la disponibilità a curare sia il sito che tutto il lungolago.

ANGELO GRECO

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