Mezzi della Flegrea Lavoro impegnati nella raccolta

Prima bloccato per tre giorni nei capannoni dell’ex “Cooperativa Avino”, poi finalmente rimosso e “svuotato”. Ora si cercano i responsabili dell’autocompattatore sequestrato dalla Guardia di Finanza dopo la denuncia da parte della dirigenza della “Flegrea Lavoro” e l’intervento dei militari che durante una  ricognizione avevano scoperto la presenza di rifiuti “speciali” all’interno del camion adibito al solo trasporto dei rifiuti urbani. Il mezzo, scortato dai finanzieri della Brigata di Baia su disposizione della Magistratura, è stato sottoposto alle analisi dell’Arpac che, però, non hanno potuto rilevare quali fossero i rifiuti presenti all’interno dell’automezzo. Certa sarebbe la presenza di scarti di mitili. Non potendo esaminare con certezza la quantità di rifiuti “non urbani” presenti, in quanto mescolati con i rifiuti “indifferenziati”, il Magistrato di turno ha così disposto l’incenerimento nel termovalorizzatore di Acerra. Pessime le condizioni del camion della municipalizzata ormai diventato una “bomba ecologica”.

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LE INDAGINI – Le Fiamme Gialle di Baia guidate dal Comandante Sabino indagano per risalire ai responsabili del gesto sconsiderato. Sembra evidente che il carico di rifiuti non  idonei provenisse da un centro di depurazione di Bacoli. Dopo le severe sanzioni imposte ai trasgressori da parte della Polizia Municipale, ora è la Guardia di Finanza ad entrare in gioco contro il mancato conferimento secondo le normative vigente dei rifiuti “speciali”. Ma questa volta potrebbe pagarla cara anche la “Flegrea Lavoro”. Infatti appare evidente che senza la collaborazione di qualche dipendente della municipalizzata quei molluschi non sarebbero finiti nell’autocompattatore. Secondo indiscrezioni gli scarti di mitili sarebbero stati prelevati nella notte tra sabato e domenica.

LO SMALTIMENTO DEI MOLLUSCHI – I rifiuti di un impianto di mitilicoltura, in realtà, sono per la maggior parte non pericolosi, ma non sono assimilabili tra i rifiuti “urbani”.  La gestione dei molluschi morti o dal guscio danneggiato rappresenta una delle più importanti non conformità rilevabili in un impianto di mitilicoltura. I molluschi di scarto, vengono spesso erroneamente abbandonati in mare oppure conferiti al servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani, come sarebbe successo in questo caso, invece di essere smaltiti mediante ditte terzi come scarti animali  mentre per la loro corretta gestione devono essere considerati sottoprodotti di origine animale di categoria III, da sottoporre a stoccaggio refrigerato, nonché a trasporto e a conferimento controllati, ai sensi del Regolamento CE 1774/2002. Pertanto la sua gestione richiede la presenza documentata di un’appropriata istruzione di controllo operativo.

ENZO LUCCI
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