Mino Cipolletta 22 anni

QUARTO – Un soggetto di interesse investigativo. Un volto noto negli ambienti criminali di Casalnuovo, Pomigliano d’Arco e Marigliano. Sono diverse, nonostante la giovane età, le informative di polizia giudiziaria presenti nel fascicolo di Beniamino Cipolletta, detto Mino. Il 22enne, figlio di Salvatore Cipolletta, alias Sasà Sputazzella, è uno dei tre uomini sottoposti a fermo per la rapina messa a segno sabato nella sala slot “Caesars Games” di Quarto. Insieme a lui sono finiti in cella l’omonimo cugino di 18 anni e Vincenzo Baia di 29 anni. Sono tutti di Pomigliano. I tatuaggi e gli abiti indossati al momento dell’assalto hanno permesso ai carabinieri della Compagnia di Pozzuoli e della tenenza di Quarto di incastrare il trio. Mino Cipolletta, residente nel rione 219 di Pomigliano, ha sul volto tre tatuaggi. Sulla fronte le scritte “Cipolletta” e “Omertà”; sul viso la frase “Pronto a morire”. Una caratteristica che lo accomuna a Vincenzo Baia che sulla fronte ha due scritte tatuate: “Resilienza” e “Freedom”.

Vincenzo Baia

L’ASSALTO – Sei i colpi esplosi poco dopo la mezzanotte di sabato nella sala scommesse di via Campana a Quarto. Quattro i proiettili che hanno centrato il dipendente Diego Scaramuccio, attualmente ricoverato in prognosi riservata all’ospedale “Santa Maria delle Grazie” di Pozzuoli. Nonostante l’impiegato del centro fosse riverso a terra sanguinante, i rapinatori hanno aperto la cassaforte e portato via 950 euro. I militari dell’Arma, in poche ore, hanno identificato i tre uomini, che avevano trovato riparo in un appartamento a Castel Volturno. Rinvenute in casa anche la refurtiva e l’auto parcheggiata poco distante. Denaro, macchina e abiti sono finiti sotto sequestro.

L’INTERROGATORIO – Questa mattina i cugini Cipolletta e Vincenzo Baia, in presenza dei rispettivi avvocati Ciro Russo e Pietro Conte, sono comparsi davanti al giudice per l’interrogatorio di garanzia. Il 22enne e il 18enne hanno risposto alle domande del gip mentre Baia ha fatto scena muta, avvalendosi della facoltà di non rispondere. I tre restano ristretti nel carcere di Santa Maria Capua Vetere.