QUARTO – Una vicenda che sembrava chiusa, ma che ora invece rischia di finire addirittura in Procura. E’ quella riguardante la nomina ad assessore ai Lavori Pubblici di Biagio Bove, avvenuta lo scorso 6 settembre. Una delega che già all’epoca fece scoppiare forti polemiche per una presunta causa di incompatibilità dovuta all’esistenza di debiti dell’architetto nei confronti del Comune.

IL DOCUMENTO D’ACCUSA – Secondo Rosa Capuozzo, che ha depositato un’interrogazione a risposta scritta indirizzata al sindaco e al segretario generale, la situazione non si sarebbe per nulla sanata. Ed anzi, nella vicenda ci sarebbero addirittura rilevanze penali. La delega, infatti, è stata accompagnata come da prassi da un’autocertificazione a firma dello stesso Bove con la il diretto interessato quale attestava di non trovarsi «in alcuna delle condizioni ostative, di incompatibilità ed ineleggibilità». Eppure, poco dopo la nomina era venuto fuori che il professionista avesse decine di migliaia di euro di debiti con l’ente.

LE CIFRE – In particolare, di quasi 33mila euro per Imu mai versata dal 2013 al 2018, poco più di 2500 euro riguardanti la Tasi nonché circa 1600 euro per forniture idriche. Tra il 17 ed il 18 ottobre scorsi, Bove ha poi saldato tutte le somme. Tra queste anche quella consistente inerente l’Imu, per la quale aveva già chiesto a luglio una rateizzazione in 24 versamenti mensili. Secondo la Capuozzo, questo attesterebbe che l’architetto fosse ben conscio da tempo di avere insolvenze con via De Nicola. Secondo l’ex sindaco, l’attuale primo cittadino avrebbe dovuto informare gli organi preposti della situazione.

“INFORMARE LA PROCURA” – «Il sindaco non solo avrebbe dovuto denunciare presso la Procura della Repubblica l’architetto Bove, ma valutare se tale condotta avesse configurato una diversa e più grave ipotesi di reato in considerazione delle specifiche finalità sottese alla falsa dichiarazione». Il documento depositato da Rosa Capuozzo continua: «La scelta del sindaco di mantenere comunque il rapporto con l’architetto Bove lascia davvero perplessi. Ed infatti, avrebbe dovuto revocare l’incarico, limitandosi a prendere atto che al momento del conferimento sussisteva una delle condizioni di incompatibilità previste dal Tuel. La decisione assunta non solo è stata dubbia quanto alla sua legittimità, ma evidentemente inopportuna in considerazione di quanto è emerso sul conto dell’architetto Bove».

LE CONSEGUENZE – Ora, dunque, non resta che attendere le eventuali risposte scritte da parte del sindaco e del segretario generale e riguardanti quali siano state o saranno le loro iniziative intraprese in merito alla vicenda.