QUARTO – Oltre tre ore tra scambi di accuse, interruzioni, conte dei presenti e lavori interrotti per mancanza del numero legale. E’ stato un consiglio comunale a dir poco infuocato quello  “andato in scena” martedì e conclusosi con un arrivederci a venerdì prossimo, in seconda convocazione.

IL GIOVANNI FURIOSO – Protagonista quasi assoluto è stato Giovanni Santoro, firmatario di alcune mozioni ma anche autore di interventi al vetriolo contro la lentezza di chi, con il proprio comportamento, avrebbe lasciato nel cassetto iniziative presentate oltre un anno fa. Prime tra tutte le consulte, nonché le varie “carte dei servizi”. Ha parlato da consigliere di opposizione. Rivolgendosi ai componenti delle commissioni consiliari, al sindaco, ai capi settore, Santoro non ha risparmiato nessuno. Ma lo stesso è stato poi oggetto di una vera e propria ramanzina da parte di Gabriele Di Criscio, il quale ha sottolineato che la presentazione di mozioni non è roba da chi siede in maggioranza. Un oggetto del contendere quanto meno singolare,  che però ha concentrato su di sé l’intera discussione.

ARIA PESANTE – Un clima sempre teso quello che si è respirato in aula ed anche fuori, dove si sono riuniti i capigruppo. C’è nervosismo, dunque, tra i consiglieri che sostengono il sindaco Rosa Capuozzo. Ed è lo stesso che si vive da un bel po’, almeno dallo scorso novembre. Dall’esterno, la sensazione è che non ci sia tanto dialogo tra loro, così’ come tra gli stessi consiglieri e assessori. Matrimonio in crisi a via De Nicola? Macché: fin quando ci saranno 13 mani sempre alzate, non bisognerà ricorrere ad alcun divorzista.