QUARTO – Attimi di tensione a Quarto. Le lancette dell’orologio segnavano le 6 di questa mattina quando tra via Limata e via Cocci è scoppiata una nuova mobilitazione per ostacolare l’installazione dell’antenna 5G. Sul posto sono intervenuti sia i carabinieri che la polizia. Il timore principale dei residenti della zona è che la rete di ultima generazione possa far male alla salute delle persone, esponendole a una quantità di radiazioni troppo elevata. «Noi e gli abitanti ci siamo opposti fin quando abbiamo potuto per impedire che il nostro territorio potesse essere ancora martoriato. Abbiamo provato ad impedirne l’accesso ma siamo stati spostati con la forza. Padri, madri e bambini hanno cercato di difendere la propria salute, lasciati soli da un’amministrazione sorda e non all’altezza. L’antenna 5G è in fase di montaggio, ma noi non ci fermiamo e ci opporremo con tutte le nostre forze», fa sapere in una nota il gruppo consiliare “Un’altra città – Quarto”.

LA BATTAGLIA – «Il 5G è in fase di sperimentazione e fin quando non ci verrà data la certezza che non provoca danni alla salute, noi ci opporremo. Non siamo cavie», incalza il gruppo di opposizione. I manifestanti si incontreranno nel pomeriggio di oggi alle 19 presso la casa delle consulte (nel prefabbricato della scuola Gobetti) per organizzare la mobilitazione. Sebbene non ci siano studi e ricerche scientifiche che chiariscano in maniera definitiva quali siano gli effetti del 5G sulla salute umana, sono tantissimi in tutta Italia gli atti volti ad ottenere il blocco della tecnologia o ad avviare una serie di studi per approfondire gli effetti sull’uso del 5G. Le ordinanze sono tutte raccolte in un elenco costantemente aggiornato dall’Alleanza italiana stop 5G, l’organismo che ha dato vita ad una “moratoria nazionale in difesa della salute pubblica”.