maltempo_ottobre2QUARTO – E’ tornato protagonista, come ad ogni acquazzone. Di nuovo fango in strada, a Quarto, città oramai da anni vittima dello stesso fenomeno. Ne sanno qualcosa gli abitanti di via Cuccaro, che anche questa volta hanno dovuto fare i conti con ciò che è venuto giù dalla collina. E soprattutto con la vasca di raccolta posta alle pendici oramai inservibile, visto la gran quantità di materiale sedimentato sul fondo.

NESSUN INTERVENTO – Da tempo viene richiesto al Genio Civile, competente ad operare sui canali e le vasche della città, di intervenire per evitare il ripetersi degli allagamenti. Ad oggi ancora nessuna risposta dall’organo regionale, nonostante i continui solleciti dell’amministrazione comunale. Sono trascorsi dieci giorni dall’ultimo Sos inviato da via De Nicola: «Non possiamo permetterci di perdere ancora tempo, gli organi sovracomunali devono ascoltarci, iniziare quanto prima la pulizia e messa in sicurezza delle vasche di raccolta d’acqua» si leggeva in un nota dello scorso 27 settembre alla quale seguivano le parole del sindaco Capiozzo: «Ancora una volta ci troviamo a parlare del rischio idrogeologico, siamo qui a chiedere di agire alle autorità competenti. Tra l’altro queste vasche sono in prossimità di scuole e di conseguenza altamente urbanizzate, anche il solo sversamento crea un forte disagio alla nostra cittadina. Già con le prime piogge sono arrivati i primi notevoli disagi, la situazione non può che peggiorare. Chiedo a nome dell’intera città la cavatura e la pulizia dei canali e delle vasche, per garantire il regolare flusso delle acque».

PROGETTI RIMASTI NEL CASSETTO – Ma se dai “piani alti” non arriva nessuna risposta, è anche vero che dei progetti comunali annunciati un anno fa non se ne sa più niente. Si tratta di lavori per circa 2 milioni di euro e riguardanti le tre principali vasche di Quarto: Cuccaro, Casalanno e Crocillo. Intanto, per sabato 8 ottobre, è stato convocato un consiglio comunale monotematico. Al centro la mozione presentata dai consiglieri Giovanni e Salvatore Santoro riguardante il rischio frane e rischio idraulici.