QUARTO – E’ iniziato questa mattina il processo a carico di 22 imputati accusati a vario titolo di voto di scambio e tentata estorsione – reati aggravati dalla finalità mafiosa – ai danni dell’ex sindaco Rosa Capuozzo.

LA POLEMICA – La prossima udienza è stata fissata per il 20 maggio, ma subito è scoppiata la prima polemica. Ad alimentarla è stata proprio l’ex fascia tricolore, che oggi riveste il doppio ruolo di parte lesa nel processo e consigliere comunale di opposizione. Il Comune di Quarto, infatti, non si è costituito parte civile nel procedimento che vede sedere tra gli imputati anche Giovanni De Robbio, già consigliere comunale elettro tra le fila del Movimento 5 Stelle e poi dimessosi all’indomani dell’inchiesta dei pm antimafia Henry John Woodcock e Maria Di Mauro.

L’ATTACCO – «Questa mattina a Napoli si è tenuto il processo per voto di scambio ed estorsione ai danni dell’allora sindaco di Quarto Rosa Capuozzo – spiega l’ex primo cittadino – Un processo importante, salito agli onori della cronaca nazionale, che vedeva l’ex sindaco assieme ad altri cittadini denunciare e contrastare il malaffare. Oggi risulta alquanto singolare che un sindaco, Antonio Sabino, che più volte a dichiarato di voler sconfiggere il malaffare, anche in questo caso fa il contrario di quello che dice, infatti non ha sentito neanche il dovere di costituirsi Parte Civile e dimostrare che in qualche modo alle parole sostituisca i fatti».

LA REPLICA – Sulla questione è intervenuto lo stesso sindaco Sabino: «L’ente non ha ricevuto alcuna notifica circa il processo, ma verificheremo se sia possibile costituirsi nonostante ciò. Voglio ricordare che questa amministrazione si è sempre costituita parte civile e non abbiamo alcun motivo per non farlo proprio ora».