POZZUOLI– Violenza sulle donne, cosa accade dopo? E’ il titolo di una tavola rotonda contro la violenza di genere organizzata lo scorso venerdì presso il Sindacato unitario giornalisti della Campania, a Napoli. La Presidente di Feminin Pluriel Italia, Diana Palomba ha affermato: «Chiediamo che venga introdotto nel codice penale l’omicidio di identità, che punisca con pene più severe chi compie atti di inaudita violenza, quale sfregiare con acido, dare fuoco alle vittime, cambiandone per sempre i connotati. Il tentato omicidio non è sufficiente a coprire questa fattispecie di reato, una parte fondamentale di queste persone muore per sempre, la loro identità fisica. Poi chiediamo che venga istituito un Fondo per le vittime della violenza, si avverte, sia moralmente che socialmente, il bisogno di un ammortizzatore sociale».

ATTENZIONE AL PROBLEMA – Per il segretario del SUGC Claudio Silvestri «Il Sindacato dei giornalisti campani ha una grande attenzione sulle questioni di genere, dalle violenze fino alle discriminazioni nel mondo del lavoro. Noi giornalisti abbiamo anche la responsabilità di raccontare questi episodi e dobbiamo stare attenti al linguaggio: dobbiamo raccontare le differenze senza fare differenze. È uno dei doveri che dobbiamo aggiungere alle nostre carte deontologiche». Ha partecipato anche Carla Caiazzo, vittima di violenza e ora protagonista di tante iniziative a favore delle donne vittime di violenza, grazie alla sua associazione, chiamata #ioridoancora. All’incontro era presente anche Carmen Padula, tesoriere di Feminin Plueriel, l’avvocato di Protection network Gabriele Sepio, Mena Marano, amministratore delegato di Silvian Heach, e Palma Sopito, editore di #3D Magazine.