POZZUOLI – E’ stato un consiglio comunale ad altissima tensione, tra sospensioni ed interventi delle forze dell’ordine per arginare la rabbia dei residenti di via Carlo Alberto Dalla Chiesa. E’ infatti su questi ultimi ed il loro destino abitativo che verteva l’ultima assise, con un solo punto all’ordine del giorno: l’approvazione della delibera riguardante gli aiuti economici per coloro sui quali grava l’ordinanza di sgombero degli alloggi realizzati con l’impiego di amianto.

IL NUMERO LEGALE – Alla fine il documento è stato approvato da una risicata maggioranza e al grido di «Vergogna, vergogna!» partito dal pubblico composto principalmente dai residenti degli alloggi da mesi al centro delle polemiche. Non è stato affatto facile arrivare alla votazione finale, al termine di una seduta presieduta da Sandro Cossiga in sostituzione di Luigi Manzoni, assente “di peso”. Stessa decisione anche da parte altri due eletti nel Partito Democratico (Caiazzo e Testa). Dunque, la tensione si è registrata anche all’interno della maggioranza che sostiene il sindaco Figliolia il quale ha visto approvare la delibera solo grazie al numero legale assicurato dalla presenza dello stesso Cossiga e di Pasquale Giacobbe. Come detto, arrivare al voto finale è stato quanto meno arduo.

URLA E INTERRUZIONI – Dopo l’intervento del primo cittadino durante il quale ha illustrato il contenuto delle delibera, la parola è passata all’opposizione. Caso e Postiglione (5 Stelle e Pozzuoli Ora!) hanno sottolineato gli enormi ritardi accumulati sulla vicenda e l’inutilità della proposta, nonché la mancanza di dialogo tra le parti, abbandonando poi l’aula assieme al pentastellato Critelli. Nonostante le critiche al provvedimento da parte di Giacobbe, l’ex sindaco non ha invece asciato i banchi. E’ toccato poi a Cossiga presentare un emendamento (poi approvato assieme al documento principale) che prevede, in sintesi, la volontarietà da parte dei diretti interessati di accedere agli aiuti economici.

L’INVASIONE E L’INTERVENTO DELLA POLIZIA – Ma quando è arrivato il momento di passare al voto finale, gran parte del pubblico ha invaso l’area antistante i banchi dopo aver staccato i cordoni di delimitazione, facendo scattare l’intervento di polizia, municipale e carabinieri. Un’enorme ressa, tra grida e parole pesanti, andata avanti per oltre un quarto d’ora ed una inevitabile interruzione dei lavori. «Non vogliamo i soldi, ma una casa dignitosa nella quale non ci si ammali di tumore» è stato più volte urlato in aula, mentre all’esterno del complesso che ospita gli uffici comunali sbandieravano le bandiere dell’A.s.i.a. (Associazione inquilini e abitanti) e dell’Unione Sindacale di Base. «Il sindaco ci aveva detto che si sarebbe insediato un tavolo in Prefettura, ed invece non si è visto nulla» si è urlato ancora, mentre oramai l’aula era un enorme ring.

MAGGIORANZA SCRICCHIOLANTE – Intanto, Vincenzo Figiolia deve fare i conti con le assenze per nulla casuali tra i banchi del Pd e soprattutto del “suo” gruppo, quello della civica da lui creata e portata alle elezioni dello scorso anno. La cartina di tornasole che consentirà di capire se si tratti di una crisi più ampia o solo di una volontà di voler prendere le distanze dall’ultimo provvedimento, lo si avrà nella giornata di giovedì, in occasione di un’altra seduta del consiglio comunale.