POZZUOLI – Il messaggio che si vuole lanciare è chiaro: la realtà è diversa dall’idea di città venutasi a creare nell’immaginario collettivo dopo i fatti di giovedì scorso, quando nel quartiere di Monterusciello è andata in scena una festa per la scarcerazione di due camorristi affiliati ai clan Longobardi e Beneduce. E per farlo Pozzuoli è pronta a scendere in strada con un corteo che attraverserà e strade e quei palazzi popolari dei “600 alloggi” dove il cantante neomelodico Anthony ha dedicato canzoni a scarcerati e detenuti tra fuochi d’artificio, bottiglie di champagne e gli applausi di un centinaio di persone. La manifestazione anti camorra è in programma per metà di novembre: coinvolgerà tutti gli istituti scolastici di ogni ordine e grado presenti sul territorio cittadino, parrocchie, associazioni e comitati. Si vuole di replicare il corteo che andò in scena il 18 febbraio del 2018 quando migliaia di persone scesero in strada per dire”“No” alla camorra dopo una serie di episodi di camorra avvenuti sempre a Monterusciello.

I LAVORI «Stiamo lavorando per mettere in campo al più presto una manifestazione che coinvolga tutta la cittadinanza: sarà un corteo che dovrà andare in scena a Monterusciello, proprio all’interno dei “600 alloggi”, e che terminerà con un momento di confronto, riflessione e sensibilizzazione da fare in piazza. L’obiettivo è quello di lanciare un messaggio forte e ribadire con forza che Pozzuoli non è una città della camorra» fa sapere il sindaco Vincenzo Figliolia. Intanto la macchina organizzativa è partita: l’assessore all’Istruzione Anna Attore ha incontrato i dirigenti dei circoli delle scuole materne, elementari e medie; successivamente toccherà ai dirigenti degli istituti superiori per pianificare tempi e modalità per coinvolgere il maggior numero di studenti.