POZZUOLI – All’indomani del più imponente sequestro di droga mai avvenuto in città, con oltre 1200 chilogrammi di hashish scoperti dai carabinieri, le indagini proseguono per stabilire chi fossero i destinatari di un carico tanto notevole. Considerato, infatti, il valore dello stupefacente una volta immesso sul mercato – stimato tra i 5 ed i 6 milioni di euro – soltanto un’organizzazione ben strutturata e con grosse capacità economiche avrebbe potuto gestire una “spedizione” di tale valore.

LE “PUNTATE” – Probabilmente, ma si resta nel campo delle ipotesi, la droga era destinata alla criminalità organizzata. Noto è infatti il sistema delle così dette “puntate”, in cui l’affiliato ad un clan che vuole investire una somma di denaro mette a disposizione la sua parte di soldi per l’acquisto di grosse partite di stupefacenti. Successivamente , a seconda della quota versata, arriverà il corrispettivo guadagno. Difficilmente un “privato” investirebbe tali somme senza attirare l’attenzione della malavita, da sempre pronta a monopolizzare l’attività di spaccio su grande scala. Resta da capire a quale clan fosse indirizzato il carico.

IL “SISTEMA” – Tra le organizzazioni camorristiche che più delle altre ha saputo investire nello spaccio dell’hashish c’è sicuramente il clan Polverino, che negli anni è riuscito a costruire un enorme impero economico con la vendita della droga dal prezzo più basso rispetto ad altre sostanze stupefacenti. Il sequestro ha visto come teatro due diverse zone di Pozzuoli, via Campana e lo svincolo della tangenziale. Sul primo mezzo – guidato da un maranese di 37 anni ed un albanese di 54, erano nascosti oltre 830 chili di hashish sotto un carico di cipolle. Il secondo mezzo – su cui viaggiava un 56enne di Casoria, trasportava poco più di quattro quintali di “fumo”, questa volta nascosti sotto un carico di arance.

GLI INSOSPETTABILI – Tutte le persone fermate risultano non avere precedenti giudiziari. Un particolare, questo, non superfluo. La camorra, infatti, utilizza quasi sempre persone insospettabili per il trasporto delle partite di droga, proprio per allontanare il rischio di controlli accurati da parte delle forze dell’ordine. Questa volta, però, è andata decisamente male agli interessati, con un danno economico notevole.