POZZUOLI – Cresce lo stato di agitazione dei lavoratori socialmente utili di Pozzuoli che, dopo aver incrociato le braccia, sono arrivati questa mattina ad incatenarsi nella palazzina del sindaco, Vincenzo Figliolia. La tensione sale nella sede comunale di via Tito Livio, al Rione Toiano. I manifestanti chiedono con forza che venga fissato un incontro tra una loro delegazione e la conferenza dei capigruppo. A distanza di oltre un mese la fumata è ancora nera. «La protesta nasce per accelerare i tempi. Vogliamo risposte e fatti concreti; siamo stanchi di questa mancata programmazione. Lo sciopero proseguirà fino a quando non saranno affrontate le questioni che riguardano la nostra situazione lavorativa», dichiara Luigi Spinelli, portavoce degli Lsu in protesta.

LA PROTESTA – Già nei giorni scorsi i lavoratori socialmente utili hanno indetto lo stato di agitazione e sospeso le attività per ottenere una stabilizzazione occupazionale. Al loro fianco anche le sigle sindacali Cgil e Uil che hanno proclamato un’assemblea permanente: «E’ superfluo sottolineare l’impegno dei lavoratori socialmente utili del Comune di Pozzuoli per il mantenimento di alcuni servizi essenziali dell’Ente. Chiediamo agli organi istituzionali un concreto impegno affinché siano ristabilite le necessarie soluzioni tese ad un equilibrio e alla continuità delle attività che gli Lsu svolgono quotidianamente».