La nave "Naiade" (foto Trasportipassione.blospot.com)

POZZUOLI/ PROCIDA –  Il bollettino parla di dieci feriti per contusioni varie con il più grave tra i passeggeri che ha un sospetto trauma cranico. Questo il bilancio dell’ incidente accaduto domenica mattina alla nave della Caremar nel porto di Procida. La “Naiade”, questo il nome della nave, era giunta nel porto isolano  dopo essere partita alle 9 da Pozzuoli. Procida doveva essere la prima tappa, successivamente, dopo aver fatto sbarcare i passeggeri sarebbe poi ripartita per l’isola di Ischia. A bordo della “Naiade” c’erano 170 passeggeri di cui 81 diretti a Procida e gli altri 89 ad Ischia.

L’IMPATTO –  Erano le 9.30 circa quando è avvenuto l’incidente. La nave all’arrivo al porto dell’isola della Graziella durante la manovra di attracco impattava contro la banchina del molo provocando danni a quella che viene definita “l’opera morta della nave”, cioè la parte superiore. Il traghetto fortunatamente non imbarcava acqua, ma una decina di persone che erano sulle scale in attesa di sbarcare, al momento dell’impatto cadevano, riportando contusioni varie, come refertato successivamente al presidio sanitario di Procida dove sono state prestate loro le cure.

TRASFERITA D’URGENZA – Tra i dieci feriti una donna, Beatrice Maglione di 74 anni che, soccorsa sulla banchina dai sanitari del 118 veniva trasferita d’urgenza a bordo di un’idroambulanza della Guardia Costiera e ricoverata all’ospedale “Santa Maria delle Grazie” di Pozzuoli con un sospetto trauma cranico. I militari, coordinati dal maresciallo Giuseppe Riviello e dal tenente Flavia La Spada, comandante della Guardia Costiera di Procida, hanno sentito il comandante della nave, Iacono, ricostruendo la dinamica dell’incidente:

LA SPIEGAZIONE TECNICA –  «C’e’ stato un guasto al potenziometro del motore di dritta (lo strumento che permette alla nave di andare a marcia avanti e marcia indietro – ha spiegato il sottoufficiale della Guardia Costiera – cosi’ come accertato e verbalizzato nel pomeriggio dai tecnici del Rina (Registro Italiano Navale), e questo ha impedito al comandante di invertire la corsa alla nave che ha quindi proseguito nella sua andatura andando a sbattere contro la banchina. La nave  ha subito danni all’opera morta (la parte alta) ma non ha subito infiltrazioni di acqua».