Chiusi gli accessi al cantiere del Rione Terra

POZZUOLI –  “Il Rione Terra ha chiuso, per noi è finita” urlava ieri mattina uno dei  110 operai che da oltre 20 anni sono impegnati nei lavori di recupero dell’antica rocca di Pozzuoli. Dopo 18 anni di lavori,  dopo oltre 100 milioni di euro spesi quello che da tempo era visto come un incubo è diventato realtà nel penultimo giorno dell’anno: i lavori sono stati fermati, non ci sono più soldi per proseguire.

SECONDA VOLTA CHE SI FERMANO I LAVORI – Pozzuoli e il Rione Terra dopo 13 anni di trovano di fronte al secondo stop dopo quello del 1998 quando le maestranze rimasero ferme per 18 mesi. E pensare che la data di consegna dell’opera era datata 2010. “Oggi i lavori – ci dicono gli operai – sono al 70% circa”. Venerdì 30 dicembre erano le 19 circa quando l’ultimo gruppo lasciava il proprio posto di lavoro. Nessuno straordinario, nemmeno l’integrazione oraria promessa ad ottobre è arrivata: si rimane in cassa integrazione fine ad Aprile, dopodiché se nulla cambierà si spalancheranno le porte dei licenziamenti.

Una veduta dall'esterno dell'antica rocca

FERITO UN OPERAIO –  Dicevamo si rimaneva fino a tardi perché, ironia della sorte, uno degli ultimi operai rimasti era vittima di un grave incidente proprio su quel posto di lavoro che stava per lasciare. Secondo le prime ricostruzione pare che l’uomo si trovasse su un camion a scaricare dei castelletti dei  ponteggi quando questi cedevano finendogli addosso. L.C. di 42 anni dipendente della Fi.PA. (Fiore-Pacifico)  ora si trova ricoverato nel reparto di chirurgia dell’ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli per le ferite al volto e ad un polmone.

GRAVE SITUAZIONE –  «A giorni ci incontreremo noi come sindacati per capire cosa fare – spiega Ciro Giustiniano, rappresentante sindacale Fillea-Cgil – Ad una situazione già di per se critica si è aggiunta quella della mancanza di un sindaco in città che poteva rappresentare comunque un nostro interlocutore. Dobbiamo affrontare il problema coinvolgendo l’azienda che è titolare dei lavori ma anche la città di Pozzuoli perché il Rione Terra costituisce un’opera fondamentale per la città. Quanto ai lavoratori – aggiunge – Sono agitati e preoccupati. Bisogna fare non presto ma prestissimo perché aprile è alle porte e qui si rischia di perdere tutto»

Le proteste durante le settimane scorse da parte dei lavoratori che occuparono il cantiere

GRANDE INCOMPIUTA –  Il Rione Terra è un mix di architettura, archeologia, arte, storia, religione, un fiore all’occhiello, traino per quell’economia turistica che attende il grande slancio. Da diciotto anni sull’ingresso dell’antico rione campeggia un cartello, “work in progress”. Un lasso di tempo durante il quale si sono succeduti ministri, sovrintendenti, assessori, consigli comunali e regionali. E milioni di euro spesi che negli ultimi anni sono stati finanziati dal Governo, attraverso i FAS (Fondi Aree Sottosviluppate). Ma al “Consorzio Fi.Pa” e alla “Igeca SPA i rubinetti dei finanziamenti sono stati chiusi da un bel po’, le maestranze gradualmente messe tutte in cassa integrazione.

IL DRAMMA –  Un piccolo spiraglio s’intravide lo scorso 18 ottobre dopo un incontro in Regione, le parti concordarono un piano di rilancio che ad oggi non è stato ancora pianificato. «Sarà una vera tragedia se non si riprende, siamo pronti ad ogni forma di protesta civile pur di difendere il nostro posto di lavoro – dice Vincenzo Scuteri, uno dei lavoratori – Tra di noi ci sono molti cinquantenni, chi potrà mai prenderci a lavorare, che fine faremo?»

GENNARO DEL GIUDICE
[email protected]