POZZUOLI – Il mondo orientale ha sempre affascinato lo spettatore nostrano, perché sprigiona candore, bellezza e liricità. Forse, poiché, catapulta l’osservatore occidentale in un universo perturbante e criptico, traboccante di estetica classica. Presso «Palazzo Toledo» si è appena conclusa una mostra interessante incentrata sull’atavica arte nipponica degli origami, intitolata: «Origami dal Mare – Collezione di “racconti fatti a mano”” trasmutati in perle, corallo e carta», prodotta dall’artista Sara De Salsi. Tale esposizione è una raccolta di origami, la cui progettazione è stata influenzata dal brano shakespeariano de «La Tempesta», in maniera particolare al Canto di Ariele dell’Atto Primo, Scena Seconda dell’opera celeberrima.

IL DRAMMA INGLESE – «Il Canto di Ariele in oggetto – racconta Sara – è un brano denso di significati profondi, capace di contenere un messaggio eterno e necessario a chiunque. La canzone serve allo spirito dell’aria per persuadere Ferdinando a credere morto annegato suo padre Alonso Re di Napoli, mettendo in scena la metamorfosi non di un essere vivente in un altro di natura diversa, ma quella di un corpo inanimato, senza vita, che si trasforma in qualcosa di straordinario grazie al potere del mare. Questi versi racchiudono il tema, potente, della vita che va oltre la morte. Non c’è fine, ma mutamento. Dal canto suo, anche l’Origami implica una trasformazione: un foglio di carta, per mezzo di maestria e dedizione, può assumere infinite forme diverse. Unire l’Origami al passo del dramma shakespeariano rafforza un concetto per me fondamentale: se si hanno occhi per guardare, la bellezza è ovunque. Anche negli abissi dell’anima.»

LA MATERIA PRIMA – Le carte usate, per la pratica di quest’arte stimolante alla creatività, sono sia pregiate che di recupero, infatti quello di Sara è un lavoro orientato verso la scia ecologista. Si è dalla parte della natura, così narra la De Salsi: «Sostengo che la natura sia da salvaguardare sempre ed in tutti i modi possibili, per questo motivo le carte utilizzate provengono da cartiere eco-sostenibili, operando costantemente nel rispetto e nella salvaguardia dell’ambiente. Allo scopo di avvicinare idealmente due mondi contrapposti, Oriente e Occidente, tra le carte pregiate che normalmente impiego vi è la Carta di Amalfi: questa carta, preziosa e antichissima, caratterizza di fatto gli origami e sintetizza perfettamente il legame con le mie radici, con il Sud».

IL LEGAME FLEGREO – Per le sue creazioni l’artista campana utilizza non solo carta amalfitana, ma anche materiali autoctoni al 100%. Non è un caso che le reti ittiche, e la corda allestita sul cavalletto della mostra sono di un cortese pescatore puteolano. Sara De Salsi è una talentosa artista della nostra terra, laureata in lingue, si diletta alla sperimentazione creativa di questa pratica singolare. È anche ideatrice del progetto: «Peppermint, paper&mind», che si basa proprio sull’intreccio di storie anacronistiche, mezzo di unione di due emisferi geograficamente e culturalmente agli antipodi.