I segni lasciati dallo scoppio del petardo

POZZUOLI – Il racconto di attimi di follia andati in scena ad Arco Felice nella notte di Capodanno. A scriverci è Teresa Restivo, che ha assistito al ferimento del figlio 17enne ad opera di alcune persone alla presenza di alcuni agenti della Polizia Municipale di Pozzuoli. Di seguito il racconto della donna inviato al nostro giornale e che pubblichiamo integralmente.

IL RACCONTO – «Scrivo a voi affinché la gente sappia che non siamo tutelati da nessuno. Tornati dal cenone io mio marito e i miei due figli ci siamo fermati in piazza ad Arco Felice, perchè mio figlio diciassettenne aspettava un suo amico per lo scambio di auguri. Era fuori dall’auto quando viene colpito ad una gamba da un petardo lanciatogli addosso da un gruppo di “uomini” (perché data la loro età sarebbero dovuti essere uomini!!!) Poco distante da lui. Alle urla di mio figlio io e mio marito ci avviciniamo per capire cosa fosse successo e solo alla vista del sangue ci rendiamo conto di quanto accaduto!!!»
LA RISPOSTA – «A pochi metri da noi -aggiunge Teresa- cerchiamo di richiamare l’attenzione di due “vigili” che essendo ad un palmo da noi hanno assistito a tutta la scena!! Alla mia domanda se tutto ciò era normale…La loro risposta mi lascia basita!!! Innanzitutto non si sono degnati nemmeno di vedere il ragazzo come stava ma cosa più grave è stato quando mi hanno detto “eh vabbè si sa che queste serate stann tutt m’briac”»

LA RABBIA – «Allora io mo mi chiedo -conclude la donna-: è normale tutto questo? Mio figlio vive a Monopoli perché gioca a calcio ed è venuto qui a Pozzuoli per trascorrere le feste con la famiglia!! Ma credetemi ha maledetto questa città per il marciume di gente che ci sta in giro!! E detto da un ragazzino di 17 anni la cosa dovrebbe far pensare. Però mi creda mio figlio fortunatamente sta bene e quindi oggi sono qui a raccontarlo. Non voglio nemmeno buttare fango sull’operato dei vigili o quant’altro! Però il mio pensiero è che se fosse successo qualcosa di irreparabile??»