napoleone-del-solePOZZUOLI – Una “condanna a morte” evitata grazie ai carabinieri che li arrestarono. E’ inquietante quanto emerge dalle testimonianze dei collaboratori di giustizia che hanno raccontato gli ultimi 5 anni di storia della mala puteolana. La sentenza di morte era stata emessa da Nicola Palumbo detto “Faccia abbuffata”, il RAS di Quarto che aveva formato un gruppo criminale in cui erano transitati molti ex fedeli ai fratelli Ferro. Tre gli uomini da eliminare: Napoleone Del Sole, Biagio Loffredo detto “fiet e cazetta” e Angelo Di Domenico, componenti del gruppo capeggiato da Del Sole che in appena 3 mesi riuscì ad imporsi sul territorio con azioni violente. “Si stavano prendendo tutti i soldi a Pozzuoli, della droga, delle macchinette e delle estorsioni” racconta un collaboratore di giustizia.

biagio-loffredo-44-anni
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IL RACCONTO – E proprio quella sfrontatezza di Napoleone Del Sole, “cresciuto”, da un punto di vista criminale, all’ombra di “Faccia abbuffata”, che poi abbandonò ad inizio 2014 per formare un proprio gruppo, doveva essere punita. Lo ha riferito il collaboratore di giustizia Antonio Di Roberto in merito a un agguato organizzato da Nicola Palumbo per eliminare Napoleone Del Sole e altri due affiliati. Se ne discusse durante un incontro: “…parlammo anche del fatto che si dovevano ammazzare Napoleone Del Sole, Biagio fiet e cazetta e Angelo Di Domenico perché avevano formato un gruppo loro e si stavano prendendo tutti i soldi a Pozzuoli, della droga, delle macchinette e delle estorsioni…”.

nicola-palumbo-52-anni
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I KILLER – Un racconto inquietante in cui vengono indicati anche i nomi dei killer che avrebbero dovuto eliminare i rivali “…Palumbo decise che ad ammazzare i tre dovevamo andare io e Iannone, ma poiché quest’ultimo non conosce bene Pozzuoli perché è di Quarto, dovevo portarlo a vedere i posti dove i tre si incontravano: uno era giù a Licola Mare, altro posto era giù al Toiano ai carrarmati….”. I killer – stando sempre al racconto del collaboratore di giustizia – dovevano essere Di Domenico e Alessandro Iannone detto “Nas ‘e cane”. Intenzioni confermate dall’altro collaboratore, Ciro De Felice, il quale ha raccontato che “…nella contrapposizione tra il gruppo di Palumbo e quello di Del Sole, Aprea aderì al primo e, secondo quanto riferito dallo stesso Palumbo, avrebbe dovuto far parte del gruppo di fuoco demandato a sterminare il clan opposto”.

GLI ARRESTI – Racconti forniti da collaboratori di giustizia che nei fatti non hanno avuto seguito. A detta loro perché il piano messo in atto da “Faccia abbuffata” saltò in seguito agli arresti da parte dei carabinieri che nell’ottobre del 2014 misero fine al breve regno di Napoleone e del suo gruppo di “cani sciolti”.