POZZUOLI – Parcheggi, droga ed estorsioni come linfa vitale per nuovi e vecchi camorristi. Business che portano soldi nelle case dei gruppi criminali per il sostentamento delle famiglie dei detenuti e per i nuovi affiliati. Nonostante le condanne a capi e gregari e lo smantellamento dei clan Longobardi e Beneduce prima e dei sottogruppi Ferro, Palumbo e Del Sole nati sotto il cartello delle due storiche famiglie, a Pozzuoli resta alta l’attenzione dopo la scarcerazione di diversi personaggi storicamente legati ai clan tra Monterusciello, Rione Toiano e via Napoli.

STRISCE BLU – Tra le attività legati alla criminalità che continuano a fare gola ci sono i parcheggi abusivi, in particolare quelli dei mercati e le aree di sosta all’esterno de locali della movida tra Arco Felice, Lucrino, via Napoli, via Campi Flegrei, la zona del porto di Pozzuoli. Tutto avviene nonostante la presenza delle strisce blu a pagamento, dove gli automobilisti insieme al “grattino” sono costretti a dare soldi anche agli abusivi. Tariffe ufficialmente richieste a piacere ma che partono da un minimo di un euro fino a raggiungere i cinque euro. Auto che vengono fatte parcheggiare anche su posti riservati a disabili, residenti e in doppia fila.

GLI ABUSIVI – Un “presidio” del territorio che in alcune zone della città inizia la mattina e termina a notte fonda generando un business globale di migliaia di euro al giorno. E un esercito di parcheggiatori abusivi che annovera anche qualche donna con il compito di spalleggiare gli uomini facendo sparire di volta in volta i soldi proventi dall’attività illecita per preservarli dai sequestri. Una morsa costante, allentata solo parzialmente dai recenti daspo, da cui gli automobilisti faticano ad uscirne e davanti alla quale le forze dell’ordine fanno fatica a causa di norme poco severe che prevedono solo contravvenzioni amministrative in assenza di denuncia per estorsione da parte della vittima.