Il "Mercato del baratto e dell'usato" sul lungomare "Sandro Pertini"

POZZUOLI – Giocattoli d’altri tempi, vinili, locandine antiche, porcellane e oggetti d’epoca, questi e tanti altri ancora sono gli articoli esposti alla “Fiera del baratto e dell’usato” oggi e domani sul lungomare di via Napoli. Coinvolti 65 stand e 100 operatori dell’associazione “Bidonville”. Un modo per reagire alla crisi che sta mettendo in ginocchio l’economia italiana, una filosofia di vita che punta al riutilizzo e al dare nuova vita a oggetti spesso in disuso, vari dunque i motivi di un mercato sempre più richiesto.
NUOVA VITA AGLI OGGETTI – «Nonostante il periodo di crisi riusciamo a resistere – racconta Augusto Lacala, presidente Operatori Nazionali dell’Usato – perché offriamo prodotti di ottima fattura, o usati o da barattare, che richiamano una buona clientela interessata a risparmiare e a possedere quel particolare pezzo unico e originale. L’associazione Bidonville lavora sull’usato da 25 anni e punta a restituire dignità lavorativa al comparto dell’usato che dà molte possibilità occupazionali e ambientali visto che mira al riutilizzo di oggetti che sarebbero destinati alla discarica».

Adele, venditrice di porcellane

PORCELLANE ANTI CRISI – Un’occasione lavorativa è stata per la napoletana Adele che da un anno ha perso il lavoro e ha cominciato a vendere porcellane di Limoges. «E’ la mia prima volta qui a Pozzuoli – spiega – il luogo si presta benissimo, c’è un buon passeggio sia di giorno che di sera, il pubblico risponde bene. Mi sono dovuta adeguare alla crisi, i miei prodotti sono di qualità ma a prezzi bassi, sono “porcellane anti crisi”. È più richiesto l’usato, la gente è ancora restia a barattare».
SETTORE IN  CRISI – Un settore che comunque risente della crisi generale, lo sa bene la commerciante Grazia Pelliccio che espone la sua merce da oltre 15 anni. «Sono solita partecipare alla fiera della Mostra d’Oltremare, è la mia prima volta a via Napoli. La situazione rispetto a prima è cambiata tantissimo – dice – anche il nostro è un commercio in crisi, la gente non compra più come una volta». Una fiera aperta fino alle 2 di notte che attrae un vasto e variegato pubblico, da collezionisti, appassionati, semplici curiosi o amanti del vintage. «La mia è nata come una passione poi è diventata un lavoro – sottolinea Marco – è un modo per combattere la crisi, basta diversificarsi dagli altri e dai soliti mercatini che vendono spesso prodotti cinesi e di pessima fattura. I mie articoli sono molto richiesti dai ragazzi amanti di gadget di bibite famose, ma anche le automobili giocattolo richiamano pubblico».

 

VIOLETTA LUONGO

 

LE FOTO (di Angelo Greco)

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