POZZUOLI – Altro colpo alla camorra puteolana dopo il pentimento del boss Antonio Ferro. All’alba di oggi i carabinieri del Nucleo Operativo di Pozzuoli hanno eseguito 9 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di pusher e uomini che dal 2010 al 2015 hanno fatto parte dei gruppi Ferro, Palumbo e Del Sole sotto il cartello dei Longobardi-Beneduce. Tra i destinatari ci sono il genero e il nipote del boss di Pozzuoli Gennaro Longobardi. Il primo, Gennaro Amirante alias “Gennarino scimità” era già detenuto in quanto arrestato e condannato a 8 anni di carcere per l’estorsione ai danni di un ristoratore di Pozzuoli, reato per il quale è detenuto anche il suocero. Ai domiciliari è finito invece Gennaro Gaudino, in manette durante l’operazione “Iron Men” e accusato di essere il gestore della piazza di spaccio del lotto 5 di Monterusciello.

I NOMI – In carcere sono finiti: Paolo Cozzolino, 43 anni, alias “Paoletto”; Alfonso Di Bonito, 43 anni, alias “O’Nano”; Gennaro Amirante, 39 anni, alias “Gennarino Scimità”; Antonio Nizzolini, 40 anni, alias “Ricchitella” (era agli arresti domiciliari in via Seneca al Rione Toiano); Nicola Vallozzi, 38 anni, alias “O’ Stuort” (era agli arresti domiciliari in via Dentice a Licola Mare); Giuseppe Trincone, 62 anni, alias “Peppe ‘o licc” (era agli arresti domiciliari a Monterusciello). Agli arresti domiciliari sono finiti: Gennaro Gaudino, 43 anni, alias “Genny”; Rosario Tizzano, 33 anni alias “Rosario ‘a Jatta”;  Davide De Felice, 31 anni.

I “CAPIPIAZZA” – I loro nomi sono tutti contenuti nell’ordinanza “Iron Men” in cui sono raccontati 6 anni di camorra dopo gli arresti dei boss Gennaro Longobardi, Gaetano Beneduce e dei loro diretti affiliati. Tra i destinatari della nuova ordinanza ci sono anche Davide De Felice, accusato di spacciare droga nella piazza del Rione Toiano; Alfonso Di Bonito, ritenuto gestore della piazza di spaccio di marijuana al lotto 9 di Monterusciello; Giuseppe Trincone, che secondo i collaboratori di giustizia gestiva la piazza di spaccio di cocaina nei 600 alloggi; e Nicola Vallozzi, gestore della piazza di spaccio di marijuana a Licola Mare.

L’OPERAZIONE – Nei loro confronti i militari hanno eseguito un’ordinanza applicativa di misura cautelare emessa dal Tribunale di Napoli -sezione Riesame- in accoglimento del ricorso in appello presentato dalla Direzione Distrettuale Antimafia partenopea nei confronti indagati, in quanto ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti con l’aggravante di finalità mafiose. In particolare c’è stato un aggravamento delle misure cautelari nei confronti di 7 persone arrestate all’alba del 29 novembre 2016: lo ha disposto la Cassazione dopo che il PM si era rivolto al Tribunale del Riesame che aveva accolto l’istanza della Procura disponendo il carcere per Trincone, Nizzolini, Di Bonito e Vallozzi e i domiciliari per Gaudino, Tizzano e De Felice. Decisione mai eseguita per l’opposizione degli avvocati. Infine la XII sezione del Tribunale del Riesame ha respinto le richieste e fatto scattare gli arresti di questa mattina.

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