POZZUOLI – Oggi la città celebra il suo Patrono, San Procolo, diacono e martire nel 305 d.C. a Pozzuoli con Eutiche e Acuzio. Nel pomeriggio di ieri, nella Basilica Cattedrale San Procolo martire in Pozzuoli, il vescovo di Pozzuoli, Monsignor Gennaro Pascarella, ha presieduto la liturgia dei Primi Vespri della solennità e ha conferito la dignità di Canonico Penitenziere al presbitero Antonio Cassaro. Stamattina, invece, alle 10.30, nella Basilica Cattedrale San Procolo martire in Pozzuoli, il vescovo presiederà la celebrazione eucaristica della solennità. Alle ore 9.30 il Capitolo Cattedrale inizierà la preghiera della Liturgia delle Ore nella chiesa Santissimo Corpo di Cristo (Coretto).

LE RELIQUIE – San Procolo, uno dei “sette martiri puteolani”, fu decapitato nel 305 dopo Cristo nel corso delle feroci persecuzioni perpetrate dall’imperatore Diocleziano. Il corpo di san Procolo fu probabilmente sepolto dapprima presso il pretorio di Falcidio che dovrebbe trovarsi nei pressi della necropoli di via Celle, alla periferia di Pozzuoli per poi trovare una definitiva collocazione nel duomo della città. Secondo un documento del IX secolo dalla dubbia autenticità, nell’871, il corpo del martire sarebbe stato portato da un cavaliere svevo nell’abbazia di “Angia Dives” o Reichenau, in un’isoletta sul Lago di Costanza nella Svizzera renana. Nel 1780 nell’abbazia si rinvennero delle ossa, tra le quali una parte delle reliquie del martire puteolano che furono riconosciute e recuperate grazie alle ricerche di Monsignore Antonio Gutler, confessore della regina di Napoli Maria Carolina e furono riportate a Pozzuoli il 13 maggio 1781.