L'aula dove è stato appiccato il fuoco

POZZUOLI –  «Modalità di stile camorristico». Così il dirigente del liceo “Ettore Majorana” di Pozzuoli Riccardo Gull ha definito l’attentato ai danni dell’istituto che sorge nel quartiere di Monterusciello, a pochi metri dal bar della figlia di un affiliato al clan dato alle fiamme 48 ore prima. Il raid è scattato nella notte tra martedì e mercoledì quando ignoti sono riusciti ad entrare nell’edificio occupato dal Liceo Artistico dopo aver sfondato la porta d’accesso all’aula dove hanno cosparso con liquido infiammabile quadro elettrico, banchi e sedie. Poi le fiamme, che hanno provocato danni anche ai locali al terzo piano occupati dal distaccamento della scuola media “Diaz” che poggia sullo stesso quadro elettrico. Provvidenziale è stato l’intervento dei Vigili del Fuoco, che hanno scongiurato danni più ingenti. Sull’episodio in queste ore stanno indagando i carabinieri della Compagnia di Pozzuoli diretti dal Maggiore Roberto Spinola. Sul posto per i rilievi del caso sono giunti anche gli uomini della Scientifica. Intanto tre istituti sono out: Liceo Scientifico,Liceo Artistico e scuola media Diaz.

UN’INQUIETANTE SEQUENZA DI EVENTI – Gli inquirenti sono al lavoro per capire la matrice dell’attentato. Inquietante è la sequenza di eventi susseguitisi nelle ultime 72 ore: lunedì notte ignoti erano entrati nell’edificio occupato dal liceo Scientifico di via Alfonso Gatto svuotando gli estintori e provocando danneggiamenti che all’indomani costrinsero la dirigenza scolastica a sospendere le lezioni; nelle stesse ore, nella notte tra domenica e lunedì veniva incendiato il bar caffetteria “Free Way” di via Verga, locale gestito dalla figlia di Umberto De Simone, un affiliato al clan Longobardi-Beneduce quella sera agli arresti domiciliari da appena 2 giorni; martedì sera il consiglio d’istituto aveva deliberato la ripresa delle lezioni istituendo i doppi turni nella vicina struttura di via Umberto Saba che ospita il liceo Artistico in attesa della rimozione delle polveri ignifughe; infine poche ore dopo, nella notte tra ieri e martedì, il raid incendiario proprio in via Saba che ha devastato l’unico edificio in quel momento agibile e provocando la sospensione di tutte le attività scolastiche per quasi 1300 studenti.

ATTACCO IN PIENO STILE CAMORRISTICO” –  Secondo quanto raccontato dallo stesso preside del Majorana nelle ore successive il raid «Il liquido infiammabile potrebbe essere cherosene». Dunque, una miscela che brucia lentamente e che certamente non rappresenterebbe una “firma” di stampo camorristico o comunque un “modus operandi” utilizzato da mano esperte. «Siamo vittime di un attacco in pieno stile camorristico. Non sappiamo se dietro questo atto ci siano ragazzi, adulti o addirittura ragazzi che si siano mossi con persone più gradi alle spalle – spiega Riccardo Gull – Quello di questa notte è il ventesimo atto vandalico messo a segno ai danni del nostro istituto, ma anche in questo caso la comunità scolastica sta reagendo. Tutti hanno condannato l’accaduto, dal corpo docente alla stragrande maggioranza degli studenti – conclude il dirigente- Mi auguro che non sia stata opera di nessuno dei nostri ragazzi».

GENNARO DEL GIUDICE

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