Il dipendente ferito

POZZUOLI –  La protesta è iniziata alle 7 quando 21 dipendenti della “Campania Catering”, l’azienda che gestisce il servizio di ristorazione e bar all’interno dell’ospedale “Santa Maria delle Grazie” di Pozzuoli inscenavano un sit-in di protesta nel piazzale antistante i locali della mensa. Motivo, il mancato pagamento degli stipendi di Marzo e Aprile ai quali, per alcuni di essi, si aggiunge anche quello di febbraio. Una manifestazione, che a detta dei sindacati, era stata già annunciata precedentemente con i dipendenti che avevano garantito i servizi minimi essenziali per i degenti. Una volta incrociate le braccia, stando al racconto degli stessi lavoratori, due rappresentanti sindacali veniva invitati ad entrare nei locali della mensa dal titolare dell’azienda.

IL FERIMENTO –  Improvvisamenteperò, qualcosa non andava per il verso giusto. Il cuoco, Marco Musto, 27 anni di Monterusciello, nonché rappresentante sindacale, stando al suo racconto e a quello dei colleghi veniva colpito al volto da un pugno. Barcollante, veniva condotto al pronto soccorso e successivamente trasferito nel reparto di chirurgia a causa di un trauma cranico ritenuto guaribile dai medici in 10 giorni. Intanto, l’altra persona coinvolta nella colluttazione, Raffaele Stefanino, titolare dell’azienda, lasciava l’ospedale Santa Maria delle Grazie per recarsi all’ospedale San Paolo di Napoli dove avrebbe denunciato anch’egli un ferimento. Intanto, all’esterno dell’ospedale si vivevano momenti di tensione e caos. Sul posto giungevano i carabinieri della stazione di Licola e gli agenti del commissariato di Polizia di Pozzuoli.

I dipendenti durante la protesta

IL RACCONTO –  «Appena siamo entrati in cucina siamo stati insultatipoi Marco ha ricevuto un pugno. Siamo preoccupati per questo comportamento e per la reazione dell’azienda sanitaria, che ha preso le distanze dall’accaduto». Ha raccontato il segretario Provinciale della Ugl Commercio e Turismo, Vincenzo Pavia presente al momento della colluttazione. «Possibile che per avere il nostro stipendio, per avere ciò che ci spetta dobbiamo essere picchiati? Oggi si è raggiunto il colmo – dichiarava qualche minuto dal letto dell’ospedale Marco Musto, il dipendente ferito – da 6 anni lavoro in quella mensa,  ma non voglio più stare con quella gente, sono loro che devono andarsene». Irraggiungibile intanto l’altro protagonista della vicenda, a parlare era il padre, Gaetano Stefanini «Stamattina sono venuti per fare lo sciopero. Ho chiamato il sindacalista per dirgli che non potevano rimanere la mensa sfornita di personale. Lui si è messo ad urlare, mio figlio stava qua. Lui ha dato un calcio in petto a mio figlio che poi gli ha dato uno schiaffo. Poi uno è andato da una parte, e l’altro da un’altra parte e tutto è finito».

I carabinieri nel pronto soccorso

LA DENUNCIA – Intanto, nel pomeriggio sindacato e lavoratori facevano sapere che sulla vicenda era stata presentata formale denuncia alla stazione dei  Carabinieri di Licola. Sul caso è intervenuto anche il Segretario Territoriale Ugl di Napoli, Francesco Falco che ha condannato l’episodio definendolo “gravissimo sia per le conseguenze fisiche che ha riportato il sindacalista Ugl sia perché  va ad innescare un clima intimidatorio verso decine di lavoratori che da mesi aspettano lo stipendio sebbene  dietro ognuno di essi ci sia il disagio di una famiglia che deve sopravvivere”. «La Ugl – spiega Falco – in molte circostanze ha dimostrato piena disponibilità verso quelle aziende in  difficoltà per gli effetti della crisi economica che sta mettendo in ginocchio la piccola media impresa sul territorio ma qui la questione è diversa perché la Campania Caterning sebbene ricevesse regolarmente i compensi per il servizio offerto, non aveva alcuna intenzione di iniziare a pagare gli stipendi arretrati al personale». Intanto, fanno sapere i dipendenti e la stessa Ugl, lo sciopero proseguirà ad oltranza.

GENNARO DEL GIUDICE

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