POZZUOLI – Una vicenda che si trascina da quasi 25 anni, e che ora rischia di durare ancora di più grazie ad una “distrazione” del Comune. E’ quella riguardante presunte opere abusive realizzate dalla famiglia Cardillo, proprietari della struttura sul lago D’Averno denominata Country Club.

LA “DIMENTICANZA” – Il penultimo capitolo della saga risale al novembre scorso, quando il Consiglio di Stato aveva ordinato a via Tito Livio di fornire della documentazione utile a scrivere l’ultima pagina della storia. Ed invece il Comune non ha adempiuto a quanto richiesto ed ora è stato fissato un altro termine per depositare quanto rimasto nei cassetti dell’ente: il prossimo 31 dicembre, mentre il tutto tornerà ad essere discusso in un’aula di tribunale soltanto nel primo semestre del 2020.

DAGLI ANNI ’90 AD OGGI – Una vicenda che tra carte bollate, decisioni della giustizia amministrativa e interventi delle forze dell’ordine va avanti dal 1995, anno in cui i carabinieri di Monte di Procida verbalizzarono la presenza di circa 330 metri quadrati di strutture in legno ritenute abusive. Iniziò così l’iter che portò all’ordine di demolizione a seguito del rigetto della domanda di sanatoria. Un abbattimento però mai realizzatosi, contro cui i giudici si espressero anche nel 2011, rigettando il ricorso dei proprietari.

SE NE RIPARLA L’ANNO PROSSIMO – Come detto, si arriva poi al novembre del 2018 con l’ordine nei confronti del Comune di fornire i documenti richiesti «in ordine all’attuale stato del manufatto in legno oggetto di causa». Niente da fare, da Pozzuoli non è arrivato nulla a Palazzo Spada. E probabilmente la storia si concluderà con il compimento del 25esimo “compleanno”.