Mercato Ittico di via Fasano al momento della chiusura in aprile

POZZUOLI – Sono trascorsi due mesi dalla chiusura del Mercato Ittico di via Fasano e dal suo trasferimento nell’area ex Sofer. Si disse che a giugno i commercianti al dettaglio sarebbero nuovamente ritornati in via Fasano in un’area bonificata e riattata. Così non è stato. Era l’11 aprile quando dopo un blitz dei NAS dei Carabinieri, l’ Asl Napoli 2 Nord impose i sigilli al mercato per motivi igienico-sanitari. Banchi arrugginiti, mancanza di servizi igienici e di spogliatoi per gli operatori, assenza di depositi per i rifiuti e di dispositivi per evitare la presenza di insetti, queste alcune cause della forzata chiusura.

IL CALDO PEGGIORERA’ LA SITUAZIONE – Dopo dieci giorni, tra lamentele e perplessità, il mercato ortofrutticolo e ittico fu aperto nell’area ex Sofer, concessa provvisoriamente da “Waterfront spa”. L’insoddisfazione dei venditori si palesò da subito. Motivi del malcontento furono vari: tendoni caldi e soffocanti, spazi ridotti, mancanza di luce e aerazione, pedane di legno che, secondo alcuni, assorbirebbero acqua e cattivi odori. Si temeva per l’estate quando, secondo il commerciante Giuseppe Cavaliere, avrebbero venduto “pesce già bollito”, alla fine l’estate è arrivata e con esso il caldo che nei prossimi giorni, per giunta, toccherà livelli altissimi di temperatura e che secondo gli operatori aggraverà la situazione di vendita.

L'area mercatale trasferita nella zona ex Sofer

570MILA EURO PER RICOSTRUIRE IL NUOVO MERCATO – Nel frattempo l’amministrazione comunale di Pozzuoli sta lavorando per accelerare i tempi per riammodernare l’area di via Fasano e permettere il trasferimento dei commercianti. Messi a disposizione, mediante delibera di Giunta, 570mila euro da utilizzare per la ristrutturazione del sito. Un mercato che avrà una nuova e moderna veste. «I lavori sono iniziati da 10 giorni – rassicura il presidente nazionale di Unimpresa, Giampaolo Marcellini – I tendoni copriranno non solo gli stand ma anche il percorso pedonale degli operatori e dei clienti, verranno rifatti l’impianto elettrico e idraulico, la pavimentazione e ricostruiti ex novo tutti i box». La chiusura e il trasferimento hanno inciso fortemente sulle casse dei commercianti. «C’è stata una perdita del 50% delle vendite – sottolinea Marcellini – hanno inciso maggiormente i 20 giorni senza l’area parcheggio. Ritornare alla vecchia sede è la cosa più conveniente, per tutti, lavorare sotto quei tendoni è insopportabile, si muore di caldo».

 

VIOLETTA LUONGO