Il cortile dove è stato trovato il corpo senza vita di Marco Gentile

POZZUOLI –  Lo hanno trovato riverso per terra, ai piedi di un dirupo alto circa 20 metri all’interno di un parco residenziale disabitato nei pressi dell’Accademia Aeronautica di Pozzuoli. Sull’asfalto poche macchie di sangue e un paio di occhiali spezzati. Il corpo senza vita a diversi metri dalla parete sottostante al ciglio della strada da dove si sarebbe lanciato Marco Gentile, 34 anni, di Pozzuoli. Una morte riconducibile ad un suicidio, questa è l’ipotesi più accreditata, la risposta ad una tragedia che ieri mattina ha gettato nel dramma una famiglia perbene. Ipotesi ma non certezza. Qualche traccia presente sul luogo della tragedia infatti avrebbe spinto gli inquirenti a non archiviare il caso come suicidio ma a disporre, oltre all’autopsia, anche l’esame dello “stube”, tecnica utilizzata per la rilevazione dei residui da sparo sulle mani o sui vestiti di un sospettato. A condurre le indagini i Carabinieri della Stazione di Pozzuoli che in queste ore stanno scavando nel passato dell’uomo.

GIALLO –  Si cerca di capire cause e movente di una morte che sembra tingersi di “giallo”. L’uomo prima di morire non avrebbe lasciato nessun biglietto. Il suo corpo senza vita è stato trovato in un parco residenziale disabitato, alla fine di una traversa privata lungo la principale via San Gennaro Agnano. Notato da qualcuno in mattinata che ha poi dato l’allarme. Increduli i residenti della zona: nessuno avrebbe visto nulla. Se di suicidio si tratta, l’uomo si sarebbe lanciato dalla strada superiore, probabilmente nel cuore della notte senza che nessuno se ne accorgesse. Un volo di almeno 20 metri prima di schiantarsi sull’asfalto. Poi la tragica scoperta. Nella mattinata di ieri l’area veniva interdetta per diverse ore per consentire agli uomini della Scientifica di effettuare i rilievi del caso. Intorno alle 11 e 30 la salma veniva poi rimossa e trasferita al centro di medicina legale del Secondo Policlinico di Napoli dove nelle prossime 24 ore sarà effettuata l’autopsia. Ma prima, il Magistrato di turno disponeva l’esame dello “stube”, forse per confutare gli ultimi dubbi.

GENNARO DEL GIUDICE

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