POZZUOLI – Quale parametro utilizzerà il sindaco Vincenzo Figliolia per nominare gli assessori della nuova Giunta comunale? Come accontenterà tutte le forze politiche che hanno contribuito al successo elettorale? Domande che gli addetti ai lavori si stanno ponendo a 72 ore dal risultato delle urne. E nel frattempo c’è un nome, clamoroso e per certi versi suggestivo, che circola insistentemente in città: è quello dell’ex comandante della Polizia Municipale di Pozzuoli, Carlo Pubblico, che potrebbe far parte della nuova Giunta-Figliolia, ovviamente in “quota” sindaco.

IL “NODO MANZONI” – Ma veniamo alla “spartizione” politica. Su tutti c’è il consigliere più “anziano”, ovvero Luigi Manzoni, il primo degli eletti con ben 1198 voti, che chiede visibilità. L’ex delfino di Figliolia è diventato squalo e dopo anni di gavetta e gli ultimi 5 in chiaroscuro è atteso dal definitivo salto di qualità. Manzoni ha dimostrato la sua forza elettorale portando in consiglio comunale la sua “quota rosa” Maria Rosaria Testa, una carneade della politica che inevitabilmente farà pesare la sua forza tra i banchi del consiglio comunale.

LA FRANGIA INTERNA – Ma c’è dell’altro. Intorno a Luigi Manzoni è si è formato un solido gruppo di cui fa parte anche un altro eletto nel Pd, Salvatore Caiazzo, che fa salire a 3 il numero dei componenti della frangia interna che si contrappone ai fedelissimi del sindaco: le new entry Mariano Amirante, Marzia Del Vaglio a cui si aggiunge il riconfermato Vincenzo Daniele. In mezzo a questi due fuochi c’è Mimmo Pennacchio. E in questo schema di schieramenti tutto interno ai democrat che il gruppo che fa capo a Manzoni chiederà un assessore con la delega di vicesindaco. Bocche cucite sul nome anche se, per un discorso di continuità amministrativa e di vicinanza politica, potrebbe essere l’assessore uscente con delega al bilancio Paolo Ismeno. Altro assessore riconfermato, sempre con delega all’Urbanistica, potrebbe essere Roberto Gerundo, un tecnico da nominare in “quota sindaco”.

NESSUN ASSESSORE ALLA CIVICA – Se il sindaco applicherà il “manuale Cencelli” lo farà per tutte le forze entrate in consiglio comunale eccetto per la sua lista civica. Unica eccezione potrebbe essere rappresentata dal presidente del consiglio che potrebbe essere individuato nella figura di Gianluca Sebastiano per scongiurare la formazione di un eventuale “triumvirato” composto da Franco Amato, Filomena D’Orsi e il giovane consigliere.

MAIONE, LUONGO, TOZZI E FENOCCHIO – Chi dovrebbe restare fuori dalla spartizione delle poltrone è “Uniti per Pozzuoli”, la formazione politica messa in campo da Filippo Monaco che è riuscita a portare in consiglio comunale il solo Gennaro Pastore. Discorso diverso invece per Salvatore Maione (Democrazia e Libertà), Michelangelo Luongo (Idea Pozzuoli), Paolo Tozzi (Verdi) e Tito Fenocchio (Campania Libera) a cui, salvo sorprese, dovrebbe andare un assessore o quantomeno la poltrona della presidenza del consiglio. Difficile in questo caso azzardare nomi, anche se per Campania Libera non si esclude l’ingresso in Giunta di Tito Fenocchio che consentirebbe a Enrico Russo, primo dei non eletti tra i deluchiani, di entrare in consiglio comunale. Un rebus reso ancora più complicato dall’esigenza di dover nominare almeno due donne in Giunta, da scegliere dal ventaglio di nomi che Maione, Tozzi e Luongo forniranno a Figliolia.