POZZUOLI – Dopo gli esiti sfavorevoli delle analisi del 4 settembre, che avevano fatto registrare per i batteri fecali il superamento dei valori di soglia su tutto il tratto del litorale di Cuma-Licola, il 10 Settembre l’Arpac ha effettuato analisi aggiuntive su 21 campioni d’acqua. I valori sono rientrati nei limiti in tutti i punti di campionamento, tranne che in quello denominato “Collettore di Cuma” posto immediatamente a sud della foce del collettore del depuratore. È stato inoltre effettuato il monitoraggio sulla restante parte del litorale cittadino, registrando criticità unicamente nel tratto denominato “La Pietra”. In entrambi i casi le concentrazioni di eschierica coli hanno superato di 4 volte i valori di soglia. In un comunicato, diramato ieri 13 settembre, l’Agenzia Regionale per Protezione dell’Ambiente è ritornata sui suoi passi, escludendo dalle possibili cause dei fenomeni inquinanti di inizio settembre il depuratore di Cuma, risultato, invece, conforme ai parametri microbiologici di legge.

LE POSSIBILI CAUSE – Dalla nota stampa si legge: «In merito poi agli esiti sfavorevoli che la scorsa settimana hanno interessato il litorale flegreo, dall’acqua di balneazione denominata “Lido di Licola”, di qualità scarsa, fino alla Foce nord del Lago Fusaro, sono stati compiuti ulteriori controlli e verifiche con il prelievo di 21 campioni di acqua. Si tratta di un tratto di costa di circa quattro chilometri su cui insistono più elementi che potrebbero concorrere a causare i fenomeni inquinanti registrati. In un primo momento e in assenza di ulteriori informazioni, era stata ipotizzata la riferibilità dei fenomeni allo scarico dell’impianto di depurazione di Cuma, risultato invece, a inizio settembre, conforme ai parametri microbiologici di legge e peraltro con avanzamenti dei lavori di ristrutturazione, a cura della Regione, che dovrebbero consentire il miglioramento del dato. Altro elemento da considerare è lo scarico presente nell’acqua di qualità scarsa denominata “Lido di Licola”, in cui confluiscono il Canale di Quarto, l’alveo dei Camaldoli e il Canale Abruzzese, responsabili dello stato di qualità di questo tratto di costa. Inoltre, la zona nelle giornate precedenti ai campionamenti è stata interessata da eventi di pioggia che in genere incidono negativamente sulla qualità delle acque. Infatti, con i campionamenti aggiuntivi risultati favorevoli è stato possibile il ripristino della balneabilità dell’intero tratto flegreo, fatta eccezione dell’acqua denominata “Collettore di Cuma” dove il punto routinario, il punto studio e le relative delimitazioni sono risultati tutti sfavorevoli. Un ulteriore dato negativo è stato registrato nel Comune di Pozzuoli per l’acqua “La Pietra” nel punto di studio posto in prossimità della zona a maggior rischio di contaminazione».