L’imprenditore mentre viene portato via dai carabinieri

LICOLA – E’ stato condannato a 10 anni di carcere l’imprenditore di Licola accusato di violenza sessuale sulle due figlie che all’epoca dei fatti avevano 9 e 13 anni. L’uomo fu arrestato nel marzo dello scorso anno dopo che le figlia più piccola aveva raccontato delle violenze subite a casa della nonna paterna, iniziate dopo la separazione dei genitori e andate avanti per oltre 3 anni. La sentenza di primo grado è stata emessa dal Tribunale Napoli Nord che lo ha riconosciuto colpevole delle violenze nei confronti di entrambe le figlie (il Pubblico Ministero Francesco Persico aveva chiesto una pena a dodici anni di reclusione) condannandolo a un risarcimento danni di 100mila euro. L’uomo, imprenditore di 46 anni residente a Licola di Giugliano, attualmente è agli arresti domiciliari a cui è sottoposto dal 13 marzo dello scorso anno, dopo una denuncia presentata dalla sua ex moglie.

SODDISFAZIONE – «Giustizia è stata fatta per le mie figlie che non attendevano altro. E’ stato difficile, pensavo che questo giorno non potesse arrivare mai e che forse era meglio farsi giustizia da soli. Ma dopo due anni di inferno oggi inizia la nostra risalita, anche se per questo reato quell’uomo meriterebbe molti più anni di carcere perché i segni che ha lasciato sulle bambine saranno difficili da cancellare. Questa sentenza ci ripaga anche per le ingiurie che le mie figlie sono state costrette a subire da chi sosteneva che io le avevo fomentate dopo la separazione. Adesso aspettiamo l’Appello con la speranza che questa pena venga confermata» ha detto la madre delle bambine dopo la lettura della sentenza.

LA STORIA – Una vicenda agghiacciante che è stata ricostruita grazie al coraggio della più piccola delle bambine, che dopo oltre tre anni di violenze raccontò tutto alla madre consentendo di fare luce su quanto accadeva a casa della nonna paterna, dove l’uomo si era trasferito in seguito alla separazione arrivata dopo tredici anni di matrimonio. Un incubo vissuto in silenzio dalle due sorelline che non si erano mai confidate tra loro: l’una non sapeva che quel padre diventato un orco abusava anche dell’altra. Le violenze accadevano quasi sempre la domenica pomeriggio, in quella casa diventata un inferno dove, come da accordo tra i coniugi, avvenivano gli incontri settimanali tra padre e figlie: qui, dopo aver pranzato, l’uomo si appartava nella sua stanza da letto e abusava sessualmente di una delle due, mentre l’altra rimaneva nel salone a guardare la tv e la nonna dormiva. A subirle maggiormente è stata la bambina di nove anni, che al contrario della sorella più grande non disertava gli appuntamenti con il padre. I segni degli abusi sessuali sono stati riscontrati durante le visite ginecologiche a cui le bambine sono state sottoposte dopo la denuncia della madre. Durante il processo le vittime sono state assistite dall’avvocato Francesco Benetello e dall’associazione antiviolenza “Maddalena” di Napoli.